Dopo l’evasione i sequestri, la finanza blocca i beni di 5 imprenditori

La Guardia di Finanza di Lecce, nell’ambito dell’attività di servizio in materia di “reati tributari”, ha sequestrato beni per un valore di 600mila euro. Nei guai 5 imprenditori

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LECCE- Beni bloccati con un sequestro per equivalente, perchè alle verifiche e alla constatazione di un’evasione fiscale segua la garanzia che le somme vengano effettivamente riscosse dallo stato. È questo il senso dell’operazione portata avanti dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Lecce al comando del tenente colonnello Nicola de Santis che ha eseguito 5 decreti di sequestro preventivo per equivalente nei confronti di altrettanti imprenditori responsabili di un’evasione negli anni 2007 e 2008 per circa 700 mila euro.

Si tratta di imprenditori di Lequile, Galatina, Poggiardo e Fasano ma con un’attività a Lecce impegnati in diversi settori: servizi alle imprese, produzione di macchine industriali per miniere, commercio all’ingrosso di abbigliamento e al dettaglio e apparecchi per telefonia.

Gli accertamenti patrimoniali sono stati complessi. Prima l’individuazione dei beni, poi, di concerto con la procura il sequestro per equivalente. Beni che saranno una garanzia del ritorno delle somme evase nelle casse dello stato al termine del procedimento giudiziario. Un passaggio successivo alla contestazione del debito quindi che la legge consente da qualche anno.

I beni sequestrati sono terreni e fabbricati dislocati tra Galatina, Poggiardo e Lequile e Fasano, ma anche partecipazioni e titoli azionari, per un valore totale di 591.600 Euro individuati con indagini approfondite eseguite dai finanzieri grazie alle banche dati e ai riscontri incrociati.

Un’attività che riguarda le attività del solo mese di settembre ma sulla quale i finanzieri stanno concentrando particolare attenzione.