“Scacco agli Imperiali”, il boss nega le accuse: “Mai comprate quelle armi”

Traffico di armi da guerra in uso alla Sacra Corona unita, al via gli interrogatori di garanzia per i 5 arrestati nell’operazione “Scacco agli Imperiali”. Il presunto Boss Capobianco nega ogni addebito. Scena muta davanti al gip per il mesagnese Nicola Destino

tribunale

FRANCAVILLA- Traffico di armi da guerra per la Scu, ha negato ogni addebito e ha respinto tutte le accuse il 50enne francavillese Giancarlo Capobianco che, nel carcere di Lecce presso cui è detenuto, ha sostenuto l’interrogatorio di garanzia di fronte al gip Alberta Martalò.

Capobianco, detto zio Carlone, indagato insieme ad altri 11, tra Francavilla e Mesagne, accusati a vario titolo di aver acquistato e detenuto un piccolo arsenale poi sequestrato in parte dai carabinieri, ha contestato le dichiarazioni “Incastranti” forniti dai collaboratori di giustizia, su tutti Ercole Penna. Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere il 43enne di Mesagne Vito Stano che, difeso dall’avvocato Raffaele Missere, è stato interrogato in rogatoria presso il carcere di Taranto.