Lecce, via alla risalita ma quanti errori

Il Lecce stenta a ripartire e a risalire la classifica: si paga per un calciomercato a rilento tra tanti dubbi e poche certezze.

Mister Lerda

LECCE-  Dopo cinque sconfitte consecutive sembra pesare tantissimo il punticino conquistato contro il Barletta. Ma è un macigno anche l’amarezza per la mancata vittoria contro una squadra mediocre, almeno questo si è visto domenica scorsa. Due punti persi. E, alla fine, peseranno anche questi.

Ad ogni modo il Lecce, società, ha già fallito il primo obiettivo: la promozione diretta. Oggi è un miraggio la prima posizione. E sembrano inopportuni i paragoni con la passata stagione e la straordinaria cavalcata del Tarpani. A perdere il campionato è stato il Lecce. E i motivi sono ben noti a tutti. Una squadra dalla cifra tecnica elevatissima ha clamorosamente fallito in un girone per niente paragonabile a quello meridionale. Se non sei pronto resti indietro. E il Lecce non lo era.

Si paga, per il momento, è giusto rimarcarlo, per il radicale rinnovamento operato da Tesoro. Era da mettere in conto un ritardo nella maturazione di un lavoro tattico affidato a Francesco Moriero. Intanto l’allenatore leccese è già saltato e la squadra è stata affidata a Lerda, una seconda scelta vista la margherita sfogliata da Antonio Tesoro, non convinto evidentemente della gestione del tecnico torinese dall’estate 2012 al gennaio 2013. Alla fine, però, la scelta è ricaduta sull’allenatore, il qual sta cercando di dare una scossa tattica e non solo ad una squadra la cui composizione è stata conclusa a mercato abbondantemente chiuso. Potrebbe essere un alibi, ma non lo è per una formazione che, quanto meno, doveva veleggiare ai vertici della classifica. Invece, il rischio è forte, di dover sgomitare per assicurarsi uno degli ultimi posti utili per i play off.

Dopo quattro partite il testimone è passato nelle mani di Lerda, il quale deve fare i conti con la salute di una squadra che ancora in salute non è, o almeno non lo sono la maggior parte dei calciatori. A partire da Fabrizio Miccoli, ma il capitano sarà gestito, ne siamo sicuri, nel migliore dei modi.

Una squadra che domenica scorsa presentava dal primo minuto, tra gli altri, Sales, Lopez, Ferreira Pinto, Amodio e Beretta, calciatori che Moriero non ha potuto integrare come avrebbe voluto nel suo organico.

Escluso Bogliacino, il presidente del Lecce conta di ritrovare al più presto Parfait, Papini e Bencivenga, potenziali titolari arrivati a preparazione abbondantemente inoltrata se non negli ultimi sussulti di calciomercato come accaduto per Parfait.

Un calcio mercato che ha denunciato dei ritardi gravissimi e riflessi su una classifica le cui distanze tra il Lecce e le prime posizioni sono nettissime.

Da non sottovalutare la condizione atletica, tra le cause principali di un avvio disastroso.

Senza dimenticare la presenza di una compagine societaria molto limitata e di una programmazione, al momento mediocre, sotto tutti i punti di vista, mai vista nell’ultimo decennio, senza andare tanto lontano.

Ad ogni modo si prende atto del lavoro svolto fin qui da Lerda. In campo una squadra che sta cercando il percorso tattico piu’ idoneo per uscire da una crisi di gioco e d’identità che ha avvolto la squadra fin dall’inizio.