Non intascò il denaro per gli immigrati, la Cassazione assolve don Cesare

Le motivazioni dell'assoluzione di don Cesare: per la Cassazione il fatto non sussiste. l'ex direttore del centro di prima accoglienza Regina pacis di San Foca era accusato di peculato per aver intascato i soldi destinati agli immigrati ospiti.

tribunale

LECCE- In appello era stato condannato a 4 anni. A giugno la cassazione lo ha assolto «perché il fatto non sussiste» ed oggi vengono depositate le motivazione della decisione dei supremi giudici della sesta sezione penale nei riguardi di don Cesare Lodeserto. L’ex direttore del centro di permanenza temporanea “Regina Pacis” di San Foca era accusato di peculato. Per la precisione di aver intascato soldi destinati agli immigrati ospiti del centro.

Il “Regina Pacis”, dal 1997 al 1999 percepiva dei fondi statali, sulla base di una convenzione stipulata con la onlus Arcidiocesi di Lecce. Per l’accusa, don Cesare -che dirigeva il centro in riva al mare di San Foca- avrebbe intascato parte di quel denaro con “fittizie operazioni contabili”.

L’avvocato Fritz Massa che lo rappresenta spiega che, nelle motivazioni oggi depositate, viene spiegato che, semplicemente, quelli erano soldi nella disponibilità di don Cesare, sul contro della Curia. Stando al contratto stipulato con la Prefettura di Lecce, venivano stanziate 30.000 Lire al giorno per garantire ad ogni ospite vitto e alloggio. E don Cesare utilizzava quei soldi per remunerare i servizi offerti.

In primo grado don Cesare fu assolto, in appello condannato. Ed ora il verdetto ribaltato dalla Cassazione mette la parola fine al processo.