Il Salento sposa la linea Fitto, ma l’ex ministro lotta per non rimanere isolato a Roma

Ieri la riunione della direzione provinciale Pdl-Forza Italia per sposare ufficialmente la linea Fitto, ma l'ex ministro lotta per non rimanere isolato a Roma

Raffaele Fitto

LECCE– Tutti pronti nel Salento a sfoderare le spade per difendere la linea Fitto: azzeramento dei vertici e congresso. Mentre a livello nazionale continua il duello Alfano-Fitto, la direzione provinciale, aperta ai simpatizzanti, ha voluto lanciare un segnale forte a Roma: si segua l’esempio della Puglia. E’ una richiesta aperta di maggiore democrazia: tutti concordi sul fatto che i vertici del partito non possano essere dei nominati. Ogni leadership bisogna guadagnarsela con il consenso, con i voti. Nel Salento tutti lealisti: Bruni, Marti, Gabellone, Perrone e tanti altri hanno espresso grandi apprezzamenti nei confronti della linea Fitto.

Ora la paura è che l’ex ministro venga isolato a Roma, perché nessuno dei big ha appoggiato apertamente la sua proposta. Alfano è a lavoro per consolidare il potere dei filo-governativi. Il ruolo di Berlusconi, che continua a dialogare con tutti i colonnelli, sarà decisivo.

E’ chiaro che la scissione del partito sarebbe un salto nel buio che il Cavaliere non può ancora permettersi. Ecco perché si lavora per tenere insieme il partito, prima ancora di capire se sia possibile renderlo realmente democratico. Il tempo del partito monarchico non è ancora tramontato, ma Fitto è al lavoro  per convincere Berlusconi che “migliorare un Partito dall’interno serve a renderlo innanzi tutto più permeabile ed aderente alle istanze provenienti dalla società”. Ora che è allo scoperto, l’ex ministro rischia di più, ma si gioca le sue carte e accetta inviti in trasmissioni come Ballarò per pubblicizzare meglio la sua linea.