Un documento del Pdl salentino per appoggiare la proposta di Fitto

Raffaele Fitto, dopo la proposta di azzeramento e primarie, guida i lealisti nella sfida ai governativi. Nel Salento la base appoggia la posizione e pensa a un documento per chiedere maggiore democrazia. In serata, la direzione provinciale.

Raffaele Fitto

LECCE- L’uscita di Fitto, il lealista, dopo molti giorni di silenzio, per chiedere di azzerare gli incarichi e selezionare i vertici del partito con la partecipazione della base, ha allarmato i ‘governisti’, che vorrebbero Alfano alla guida fino al 2015. La proposta di primarie suona come una resa dei conti per le colombe, che potrebbe creare la temuta spaccatura, con un Pdl nelle mani di Alfano e la nuova Forza Italia ai ‘lealisti’. Per Cicchitto, Fitto vuole interrompere la fase di pacificazione e trasformare il Pdl in un ring.  Intanto, nel Salento si è già messa in moto la macchina delle direzioni provinciali per dare sostegno alla proposta dell’ex ministro: a Lecce sindaci, coordinatori, consiglieri comunali e provinciali e simpatizzanti invieranno un documento a Roma per chiedere che si percorra la strada indicata da Fitto. “Dopo la riflessione su quello che è avvenuto a livello nazionale, vogliamo che il partito a tutti i livelli, faccia quello che abbiamo fatto nel Salento: abbiamo scelto il nostro leader attraverso un congresso in cui c’è stata grande partecipazione”, chiosa il coordinatore provinciale leccese, Antonio Gabellone. La proposta Fitto, lanciata ieri sul Corriere della Sera, sta facendo molti proseliti.

L’idea è chiara: chi vuole essere al vertice del partito si misuri con i voti, con il consenso. “Ci dev’essere un dirigente votato dalla base. Abbiamo consentito a Berlusconi un partito stile monarchico, perché lui è n personaggio irripetibile, una grande guida, ma adesso dobbiamo prepararci a una seconda fase e scegliere la democrazia interna al partito”, chiosa il coordinatore Brindisino, Luigi Vitali.

La base salentina vuole che nel partito si compia una rigenerazione e si avvii un confronto. Per buona parte dei neoforzisti pugliesi è una richiesta legittima in un sistema che porta al vertice i nominati, senza che il peso politico si basi sui voti. Per i governativi, però, i tempi non sono maturi: alcuni parlamentari pugliesi, come Leone e Azzolini, respingono la proposta.

La visita di Alfano e Lupi a Maglie, in estate, avrebbe dovuto sancire un riavvicinamento, ma Fitto è sempre più distante dalle posizioni del vice-premier e molti ci vedono dietro una sfida per la leadership. In tutto questo caos, con molti mediatori intenti a scongiurare la frattura, il passaggio a Forza Italia sembra essersi arenato in una fase confusionale: i deputati usano sui loro comunicati la sigla Pdl – Forza Italia. In queste ore, in molti stanno provando a scongiurare la possibilità che quella sigla unica si divida in due parti.