Concorsopoli, informative in Procura: trema anche l’ateneo leccese

Trema anche l'ateneo leccese, dopo il deposito in Procura, a Bari, delle informative della Guardia di Finanza. L'inchiesta è quella relativa ai presunti concorsi truccati da docente in dodici università italiane, tra cui, appunto, anche quella salentina, assieme a quelle di Bari e della Lum di Casamassima

Università del Salento

LECCE- Trema anche l’ateneo leccese, dopo il deposito in Procura, a Bari, delle informative della Guardia di Finanza. L’inchiesta è quella relativa ai presunti concorsi truccati da docente in dodici università italiane, tra cui, appunto,  anche quella salentina, assieme a quelle di Bari e della Lum di Casamassima.

I reati ipotizzati dai pm Renato Nitti e Francesca Pirrelli sono di associazione a delinquere, corruzione aggravata, falso in atti pubblici e truffa aggravata. 35 i docenti coinvolti. Tra questi anche alcuni impiegati a Lecce. L’inchiesta, avviata nel 2009, è partita da un dottorato di ricerca bandito dall’Università di Bari. In parte sostenuto economicamente dall’Università telematica Giustino Fortunato, venne vinto dalla figlia di uno dei fondatori di quest’ultima.

Nel mirino, la composizione della commissione giudicatrice. Le intercettazioni telefoniche, poi, avrebbero svelato il trucco anche nelle altre sedi : nel quadriennio 2006- 2010, la scelta dei commissari per l’individuazione dei docenti a cui affidare le cattedre sarebbe stata figlia di uno scambio di favori tra professori, successivo all’entrata in vigore della legge Gemini che prevedeva sorteggi casuali per porre fine alle baronie. L’esito di diverse procedure concorsuali, tuttavia, sarebbe stato manipolato. Anche a Lecce.