PPTR, Barbanente risponde a Perrone: “No a sospensione, sì a riadozione”

Ad Open si è discusso delle criticità del Piano paesaggistico. Angela Barbanente ha risposto punto per punto e ha ribadito che è indisponibile alla sospensione, ma favorevole alla riadozione. Polemiche sulla circolare di giunta, che per molti non risolve i problemi.

Angela Barbanente

LECCE- Angela Barbanente continua il suo tour nella regione per spiegare il Piano Paesaggistico e per confrontarsi con tutti gli ‘addetti ai lavori’ e gli amministratori. L’assessore all’Urbanistica, ai microfoni di Open, ha affrontato tutti i nodi del PPTR e ha ribadito che non ci sarà alcuna autosospensione: unica possibilità la riadozione.
Un’altra concessione possibile è quella relativa alla cancellazione del comma 2 dell’articolo 105, che estende le norme di salvaguardia agli ‘ulteriori contesti’: un’estensione dei vincoli paesaggistici a zone che la legge Urbani non tutelava. Ma la modifica sarà possibile solo dopo il parere del Ministero. Poi, c’è il problema delle incongruenze nella cartografia: i tecnici non hanno intenzione di prendersi la responsabilità di contraddire le carte e di rischiare un processo penale. Barbanente risponde che si rischiava di più prima e che la circolare emanata grazie a una delibera di giunta chiarisce tutto.

Non la pensano allo stesso modo il sindaco Perrone e l’avvocato Portaluri: i tecnici comunali non si prenderanno mai la responsabilità di autorizzare un progetto su una zona dove le carte parlano dell’esistenza di un bosco, mentre in realtà ci sono solo due alberi. La correzione degli errori materiali sarà una fase molto difficile: gli uffici regionali dovranno valutare centinaia di osservazioni, ma nel frattempo il Piano sarà operativo e bloccherà molti progetti. Paolo Perrone torna a chiedere di ‘ragionare a bocce ferme’, senza che gli errori della legge regionale possano incidere e spiega che saranno bloccati molti progetti e insediamenti commerciali previsti. Lunedì si riunirà, a Bari, l’Anci regionale per strutturare una proposta unitaria di modifica del piano da parte di tutti i sindaci della Puglia.

Il professore Pierluigi Portaluri ha rilanciato la sua proposta di un procedimento velocissimo per rimediare a tutti gli errori materiali senza rischiare che i tempi biblici della burocrazia blocchino tutto.

Non ci sono molti spiragli, invece, per modificare le norme sui territori costruiti: i progetti dei comuni già approvati con il silenzio assenso della Regione saranno valutati nuovamente. Un guaio giuridico di difficile soluzione, perché dal punto di vista amministrativo l’iter autorizzatorio dopo il silenzio assenso è già chiuso e il Piano lo riapre. Il presidente Ance, Nicola Delle Donne, esprime preoccupazioni per l’estensione dei vincoli nelle città marittime, perché il vincolo assoluto entro 300 metri dal mare di fatto arresta ogni tipo di attività edilizia, anche di riqualificazione.

Tutti d’accordo sull’importanza di un piano che rappresenta una svolta e che stoppa definitivamente la politica del cemento e delle costruzioni selvagge, ma la strada delle correzioni degli errori è molto lunga e una circolare non basta a risolvere tutto.