La Corte dei Conti bacchetta le spese dei gruppi

Grane per i consiglieri regionali pugliesi: alla Corte dei Conti non convincono alcune voci sulle spese dei bilanci 2012. I magistrati contabili attendono risposte.

Corte dei Conti

BARI- Basta fare un giro nei corridoi del Consiglio regionale per capire che c’è qualcosa che non va. Capannelli di dipendenti e politici lasciano intravedere discussioni fitte fitte. L’agitazione si percepisce immediatamente.Del resto non può non essere così quando la Corte dei Conti ti fa sapere che le spese che hai rendicontato nel bilancio non sono del tutto appropriate.
Nulla a che vedere con i colleghi del Lazio e della Basilicata, per carità. Qui si parla di cifre estremamente inferiori, ma tant’è. Le grane arrivano anche per i consiglieri regionali della Puglia. Tutti compresi, da destra a sinistra, con l’unica eccezione di Davide Bellomo capogruppo di se stesso per i Pugliesi. Meno di due settimane fa, infatti, i magistrati contabili hanno consegnato la relazione finale sui bilanci del 2012 presentati dai gruppi. Ebbene, più d’una voce viene contestata.

Già qualche mese fa la Corte accese un faro sulle spese di Via Capruzzi. Ora però si tirano le somme. Non quadrano le spese telefoniche, quelle di rappresentanza, trasferte, siti internet da migliaia di euro messi su con cifre del tutto fuori mercato, rifornimenti di carburante, conti di alberghi bar e ristoranti. Iniziative politiche con leader nazionali dei partiti collegati ai gruppi con relativi pranzi, cene, affitto di spazi e quant’altro.

E non solo. Anche, ad esempio, 4 mila euro spesi in manifesti affissi in tutte le province per pubblicizzare azioni promosse dai gruppi. Quelle, sostiene la Corte, sono propaganda elettorale quindi da addebitare sul conto dei partiti e non dei gruppi. La Corte attende risposte. Non tutti sono d’accordo nel volerle fornire. E la tensione sale su questo punto. Più di un capogruppo, responsabile dinanzi alla Corte ha minacciato anche di mandare all’aria tutto se non si chiarisce la situazione.

La Puglia nel 2012 aveva possibilità di spendere 750 mila euro. Nel 2013 per effetto della spending review ne ha 350 mila. Ma ciò non toglie che vanno spese con criterio. Il passaggio dalla Corte dei Conti è deciso nella recente legge del governo Monti. I presidenti dei parlamentini pugliesi saranno a breve a Roma a chiedere se il 2012 dovrà essere soggetto alla nuova normativa, o se varrà a partire dal 2013. In quest’ultimo caso tutti salvi. Nel primo, cioè se dovesse valere anche per l’anno scorso, il rischio è che debbano restituire al gruppo le somme spese incongruamente. E questo non sarebbe un bel segnale.