Piano Paesaggistico, il Ministero pronto ad abrogare il comma della discordia

La procura di Lecce ha iscritto nel registro degli indagati, Fabrizio Castelluzzo, titolare della ditta che avrebbe dovuto gestire lo spettacolo pirotecnico.

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BARI- Si intravedono schiarite sul Piano paesaggistico pugliese. Una novità quasi insperata è stata annunciata dall’assessore regionale all’Assetto del Territorio Angela Barbanente nel corso dell’ultima tornata di audizioni in Commissione Ambiente. Il famigerato e tanto contestato secondo comma dell’articolo 105 dovrebbe, a breve, essere abrogato dal Ministero.

Una novità importante che consentirà di placare gli animi in rivolta di Comuni e associazioni.

In buona sostanza, ha annunciato la Barbanente, il Ministero sarebbe intenzionato ad accogliere la richiesta di abrogare il comma che estendeva le nuove norme più stringendi e severe anche ai pareri già rilasciati prima dell’approvazione del Piano Paesaggistico.

Questo significa che chi ha avuto dal comune, entro il 6 Agosto, un parere positivo a costruire potrà farlo. Si elimina così un enorme mole di contenziosi già pronti e che avrebbero ingessato l’attività edilizia.

Una notizia che, di sicuro, piacerà a molti ma non a  tutti. Ma almeno dovrebbe sciogliere buona parte delle resistenze che dal principio hanno animato la discussione attorno a questo Piano.

Di più. Il Ministero dei beni Culturali dovrebbe accogliere anche la proposta avanza dal presidente dell’Udc Salvatore Negro, di sottoporre il Piano al parere del consiglio regionale. Così come avviene per il piano di tutela delle acque, dei rifiuti, di riordino ospedaliero.

Nel corso delle audizioni, Ance, Confindustria, ordini professionali interessati al Piano, hanno espresso tutti le stesse perplessità: il Piano non è stato partecipato, le conferenze d’area non sono state esaustive, occorre più tempo per la comprensione delle norme sia per la ampiezza del piano che per la logistica difficoltà di accedere ai file telematici.

D’accordo con loro l’Udc con Negro, il Pd con Romano che invita ad abbassare i toni e lavorare sulle questioni, il democratico Amati convinto che cominci ora la fase più complicate. Quella in cui occorrerà tirare le somme e tramutare in atti l’ascolto e la corsa alle proposte di modifica.

L’11 ottobre prossimo la Regione dovrebbe chiudere la Partita con il Ministero su entrambe le novità annunciate. Poi non è escluso che la Barbanente decida, come sembrerebbe, di spostare un po’ più in là l’asticella temporale che consente di discutere del piano fino a fine ottobre.