Tribunali ko, lotta dei Comuni anche per gli amministrativi

Continua la protesta dei sindaci ionici sull'accorpamento dei tribunali. Adesso a rischio anche quelli amminsitrativi. "I comuni non possono sopportare le spese del personale"

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GROTTAGLIE- Ancora nubi sui tribunali. L’accorpamento deciso dal governo continua a mettere in difficoltà la macchina giudiziaria. Adesso tocca ai tribunali amministrativi fare i conti con questa riforma. Su tutto il territorio nazionale sono 667 gli uffici del Giudice di Pace soppressi, poi ci sono quelli in difficoltà come nel Comune di Grottaglie.

Ciro Alabrese, primo cittadino del comune in provincia di Taranto, “non ci sta” alla soppressione degli uffici giudiziari nel suo Comune e aveva già attaccato il provvedimento del governo.

Ma il problema non è di facile soluzione, ora che si aggiunge anche la questione legata al mantenimento degli uffici: “Già con una precedente delibera – spiega Alabrese – l’amministrazione si era impegnata a mantenere le spese legate ai tribunali, ma adesso il governo ci chiede di provvedere anche a quelle del personale”. “È impensabile – ha detto il sindaco – che un Comune possa sopportare anche le spese del personale, perché possono arrivare fino a 130mila euro all’anno e questo significa sforare il patto di stabilità che limita queste voci di bilancio”.

Grottaglie sta cercando di portare avanti anche questa battaglia proponendo ad altri Comuni “un consorzio di spesa” per tentare di trovare una soluzione. Il comune di San Giorgio, insieme a quelli limitrofi, hanno preparato una delibera in cui annunciano al governo di poter sopportare le spese per il mantenimento degli uffici giudiziari. C’è un però e lo riporta lo stesso Alabrese: “La delibera mi sembra generica perché non prevede le voci che riguardano il personale” che al momento resta il nodo più difficile da sciogliere.