Maurizio Carbone: “Sull’Ilva giudici costretti a intervenire”

“Di fronte a certe ipotesi di reato la magistratura è costretta a intervenire”. Lo ha detto Maurizio Carbone, segretario dell'Associazione Nazionale Magistrati, intervenendo sul caso Ilva di Taranto

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TARANTO- Riparte oggi la produzione nei 7 stabilimenti di Riva Acciaio, chiusi nei giorni scorsi dalla proprietà, con 1400 lavoratori rimasti a casa, dopo il sequestro preventivo di circa un miliardo di euro da parte della magistratura tarantina.

E sull’azione della magistratura nella vicenda Ilva è intervenuto Maurizio Carbone segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati: “E’ un chiaro esempio del fallimento di altri poteri dello Stato, delle altre autorità che dovevano prevenire questa situazione. Non è che la magistratura si diverta a fare supplenza” ma “di fronte a certe ipotesi di reato è costretta ad intervenire”. Poi Carbone spiega che i magistrati applicano “strumenti che sono propri del codice”. Ora la politica, la politica forte, si riappropri dei propri compiti e doveri”, ha concluso.