Il Consiglio di Stato dà ragione ai centri diagnostici, sì agli esami

Il Consiglio di Stato sospende la decisione presa dalla asl e riabilita due centri diagnostici di Nardò e Carmiano ad eseguire degli esami sulla colonna vertebrale. “Sospendere le prestazioni - dicono le motivazioni- significherebbe arrecare un grave danno ai pazienti”

Direzione Asl Lecce

NARDO’- Il contenzioso tra Asl di Lecce e due centri diagnostici di Nardò Carmiano è stato risolto, al momento, dal consiglio di stato che con un decreto d’urgenza ha riabilitato entrambe le strutture ad eseguire degli esami specialistici sulla colonna vertebrale. Con due diversi decreti emessi dal presidente della 3 sezione, sono infatti stati sospesi i provvedimenti con i quali l’ASL di Lecce aveva fissato i tetti di spesa per le strutture specialistiche private e in particolare per le prestazioni di Risonanza Magnetica Nucleare .

L’ASL infatti, nello stabilire per l’anno 2013 i tetti di spesa per le strutture private, ribaltando le decisioni degli anni precedenti, aveva improvvisamente tolto la possibilità alle strutture dotate delle cosiddette macchine settoriali, di eseguire esami diagnostici molto particolari. Il centro neretino e quello di Carmiano , nonostante in possesso di attrezzature di RMN particolarmente evolute e versatili per le indagini di Risonanza su quasi tutti gli organi del corpo umano, non avrebbero avuto la possibilità di eseguire gli esami.

L’Asl le aveva infatti riservate in via esclusiva alle cosiddette Grandi macchine, dotate di potenziale magnetico superiore, ma attive in pochissimi centri della provincia.

Il consiglio di stato ha accolto sia il ricorso dell’Avv. Pietro Quinto, legale del centro di Nardò, sia degli avvocati Ernesto Sticchi Damiani e Giulio Petruzzi per quello di Carmiano, sospendendo la delibera Asl. Perchè la limitazione, si legge in entrambe le motivazioni, non porta né costi aggiuntivi al servizio sanitario regionale né tantomeno può essere imputabile alla scarsa appropriatezza dei macchinari. Al contrario, dice il consiglio di stato, è grave il disagio provocato ai pazienti costretti a lunghe attese.