Falsi incidenti, 70 nuove richieste di rinvio a giudizio

Truffa alle compagnie assicurative, notificate 70 nuove richieste di rinvio a giudizio per 70 degli oltre 200 indagati dalla procura di Brindisi. Davanti al Gup il prossimo gennaio.

tribunale

BRINDISI- Truffe alle compagnie assicurative, arrivano, prima del previsto, le nuove richieste di rinvio a giudizio formulate dalla procura di Brindisi nei confronti di altri 70 indagati, che ora assurgono quindi allo status di imputati, nell’inchiesta sui falsi incidenti nel brindisino. Dopo le 53 notifica dei giorni scorsi, è infatti partita la seconda tranches.

In tutto, gli indagati iscritti nel fascicolo aperto dal viceprocuratore Nicolangelo Ghizzardi e dal pubblico ministero Milito de Nozza sono ben 224, sono chiamati a rispondere dei reati di fraudolenta distruzione della cosa propria e fraudolenta mutilazione della propria persona. Numeri importanti, che hanno portato a dividere le indagini in 4 tranches.

La prima, sarà davanti al Gup il 30 gennaio. Per i nuovi imputanti, invece, l’udienza preliminare è stata fissata una settimana prima, il 23. Quello su cui indaga la Procura sarebbe un vero e proprio castello di carta, messo in piedi da centinaia di persone compiacenti tra medici, assicuratori, avvocati e automobilisti.

Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti, migliaia di sinistri ritenuti “falsi”, creati ad hoc per intascare i ricchi indennizzi previsti dalle polizze RC Auto. Parti offese, nel processo, sono le compagnie assicurative di mezza Europa.

Tra le più note La Milano, la Lloyd, la Toro, l’Aurora, l’Allianz, la Reale Mutua.Ma, idealmente, sono tutti i cittadini della provincia di Brindisi a potersi ritenere parte offesa del presunto piano criminoso smascherato dagli investigatori. Quella adriatica è, infatti, una delle aree, su tutto il territorio italiano, dove le coperture assicurative costano di più. Prezzi da capogiro, quelli delle polizze, su cui incide anche la sinistrosità, espressa da un fattore, influenzato anche dagli incidenti fasulli. Una finta sportellata di qua, un certificato medico compiacente di qua ed ecco che le tariffe schizzano in alto anche per i cittadini onesti, costretti a dissanguarsi per un tagliando sempre più prezioso.