Forza Italia, bocche cucite e perplessità dopo la spallata di Berlusconi

Dopo la spallata al governo Letta, crescono i malumori nella nuova Forza Italia, molti parlamentari e dirigenti di partito, anche nel Salento, non sono convinti che sia la mossa giusta.

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LECCE– Incertezza è la parola chiave  di questa delicata fase politica in cui si trova l’Italia: incertezza sui mercati, incertezza sulle sorti del governo, ma anche nel centrodestra. Nonostante la sbandierata coesione, in Forza Italia molti parlamentari potrebbero tirarsi indietro all’ultimo istante.

Berlusconi ha fatto dimettere i suoi ministri puntando il dito contro l’aumento dell’Iva e ora il centrosinistra prepara la contromossa. Andare nuovamente al voto con il porcellum sarebbe un altro colpo alla credibilità della classe politica: il governo Letta aveva messo tra le priorità la riforma elettorale. La spuntano i falchi, ma i malumori potrebbero emergere a breve. Molti colonnelli accettano, turandosi il naso, la scelta del capo: Cicchitto e Quagliariello contestano esplicitamente. Anche Fitto avrebbe qualche perplessità.  

Alcuni dirigenti del partito regionale mormorano che “non sarà facile spiegare alla gente che si va al voto perché la giunta stava per votare contro Berlusconi”. Nel Salento, nessuno tra i big salentini di Forza Italia si discosta dalla linea ufficiale, ma i commenti, a microfoni spenti, sono pieni di amarezza e incertezza.

“Non è detto che si voti la sfiducia al governo. Non è chiara ancora la strategia”, confida un deputato di Forza Italia. “I sondaggi spiegano che gli italiani non vogliono andare a votare: sarà difficile spiegare che votiamo per salvare Berlusconi”, commenta un altro parlamentare che vuol rimanere anonimo.  Ma c’è da dire che un’eventuale voto di fiducia al governo Letta sarebbe segreto e potrebbero avere la meglio, su alcuni parlamentari del centrodestra, le paure di non essere più candidati, nonostante le promesse del capo. Del resto, la ricandidatura, con il porcellum, ancora una volta dipenderebbe dai vertici e per molti parlamentari potrebbe essere solo una chimera.