Slitta l’ok al Piano rifiuti, esplode nel Salento la grana barese

In regione slitta l'ok al piano dei rifiuti e a Brindisi, nella discarica di Autigno, c'è il rischio che arrivino tutti i rifiuti baresi, a causa della chiusura dell'impianto di Conversano.

cassonetti rifiuti

LECCE- E’ tutto rinviato alla prossima settimana. Il piano dei rifiuti dovrebbe ottenere il via libera definitivo dal Consiglio regionale tra sette giorni. Non prima. Il punto non è lo scontro tra i partiti, o agitazioni interne. I gruppi da destra a sinistra hanno collaborato attivamente alla stesura o alla modifica del piano. Il punto è superare l’inghippo delle due discariche di Spinazzola e Conversano.

La prima da costruire in una zona archeologica, la seconda da chiudere. Ed è proprio quest’ultima che potrebbe mettere in allarme il territorio brindisino. Il punto è: se quella discarica chiude definitivamente dove andrebbero i rifiuti? La risposta è: Brindisi. Per lo meno quella è la soluzione, ad oggi, più accreditata. La discarica Autigno già dallo scorso febbraio riceve i rifiuti dell’Ato Ba/5 ma già da allora esplosero le polemiche.

“Perché proprio a Brindisi?” si disse al tempo. La proroga arrivata in estate non ha fatto che aggravare la situazione. Tanto che dal territorio è partita verso la Regione Puglia, la formale richiesta di sospendere il conferimento.

La situazione potrebbe ulteriormente complicarsi per un semplice motivo: inserendo nel piano rifiuti la chiusura ufficiale e irrevocabile della discarica di Conversano, si rafforzerebbe la possibilità di conferire i rifiuti ad Autigno, essendo quello un impianto che rispetto alle capacità potrebbe essere ulteriormente sfruttato.

I gruppi, dunque, sono a lavoro per cercare un modo per attenuare l’impatto di una simile modifica. Ad esempio ampliando su scala regionale la ricerca di altri recapiti. Un bel intoppo da superare.

Ciò che, invece, è archiviata, è la nascita dell’Ato unica regionale. Resteranno sei ancora per qualche anno. Questo perché, non solo si potrebbe andare incontro a contenzioso con il personale che gode nelle varie province di un contratto ancora in essere e che sarebbe, invece, destinato ad essere revocato. Ma poi correrebbe il rischio di non esserci, tra le varie province, un equilibrio sulla quantità di rifiuti da smaltire. L’unica cosa certa è che un risparmio economico ci sarebbe di certo, a cominciare dall’azzerare tutti gli incarichi dirigenziali ad oggi in essere.