Seu, batterio in depuratore? I tecnici: ‘Fatto atteso, è conseguenza e non causa circolazione patogeno’

Importanti sviluppi nell'indagine sulla sindrome Seu: sequestrato il depuratore di Bisceglie nel quale era stata accertata la presenza del batterio Vtec 026, alla base dell'infezione. Per i tecnici: 'Fatto atteso, è conseguenza e non causa circolazione patogeno'

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BISCEGLIE- Si continua a parlare della Sindrome Emolitico Uremica (Seu) che dal 4 giugno ha colpito circa 20 soggetti in Puglia. Nel Salento si sono registrati due casi: un ragazzo di 15 anni a Brindisi e una bimba di appena 11 mesi di Calimera, prima ricoverata al Panico di Tricase e poi trasferita a Bari.

In questi mesi, gli esperti sono stati a lavoro per cercare di individuare la fonte di questa malattia che altro non è che un’infezione intestinale che colpisce prevalentemente i bambini e si manifesta con diarrea anche con sangue nelle feci e vomito.

Ebbene, stando a quanto giunto nelle ultime ore sembra che ci siano degli importanti sviluppi in merito. E’ stato infatti sequestrato (con facoltà d’uso) il depuratore di Bisceglie nel quale era stata accertata la presenza del batterio Vtec 026, alla base dell’infezione. Il sequestro è stato eseguito dalla Guardia costiera di Bari. Tra gli indagati, due legali rappresentanti dell’Aqp. Lo scarico in mare avrebbe contaminato le acque formando bolle melmose e maleodoranti.

Nel frattempo, per l’Osservatorio epidemiologico della Puglia, la presenza di Escherichia coli O26, il batterio responsabile della Seu, ”nelle acque reflue di alcuni impianti di depurazione (Andria e Bisceglie) è da considerarsi un fatto atteso, che non suscita alcun allarme, in relazione alla circolazione del patogeno sul territorio regionale, in particolare l’estate scorsa”. Per i tecnici infatti, ”la presenza del batterio è la conseguenza, e non la causa, della circolazione del patogeno”.