Decadenza e incompatibilità, scambio di “complimenti” tra Rollo e Brigante

Scambio di accuse, anche pesanti, tra il presidente Asi Rollo e il consigliere regionale Brigante. Rollo: "Lui incompatibile, si dimetta". Il vendoliano: "vada a lavorare".

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BRINDISI- Decadenza, conflitti di interesse, competenze, interessi lavorativi ed amicizie. Il presidente Asi Marcello Rollo e il consigliere Regioanle Giovanni Brigante si sono lanciati in un furioso lancio di accuse scaturito a margine della decadenza dell’udiccino dal consiglio regionale. Motivi di incompatibilità, messi in luce, sin dal primo momento, proprio dall’esponente vendoliano.
Chi fa la spia non è figlia di Maria, si sa. E Rollo, fatto fuori dalla politica prima ancora che un tribunale sancisse, una volta per tutte, l’opportunità di essere al tempo stesso controllato e controllore, non le manda a dire e rigira sul concittadino alcune delle accuse mosse nei suoi confronti.

“Brigante – scrive l’ex azzurro – è rimasto socio di quella società che lavora in tutte quelle grandi aziende che dovrebbero essere controllate proprio dalla Regione, ma che al contempo ha addirittura il ruolo di procuratore con poteri paragonabili solo a quelli dell’amministratore unico. Come se questo non bastasse – spiega il presidente asi – si è fatto addirittura nominare dal Presidente della Regione nel comitato portuale quando lui stesso ha interessi per lavori nel disinquinamento del porto con la sua azienda”. Insomma, secondo Rollo, Brigante, incompatibile, dovrebbe dimettersi. E Brigante, noto per essere accomodante, risponde all’ex collega in via Capruzzi,

“Dichiarazioni farneticanti – spiega l’esponente di Sviluppo e lavoro– L’azienda è gestita con grande mio orgoglio dai miei figli. Io lavoro da quando avevo 14 anni. Rollo, invece, non ha mai lavorato. Nei riguardi degli enti controllati dalla regione, preciso che con Edipower non lavoro da anni. Mentre su Enel è risaputo il mio pensiero. Rollo si sarebbe dovuto dimettere da presidente dell’Asi per fare il consigliere regionale, lasciando la guida del consorzio ad un imprenditore che, a differenza sua, ne capisca qualcosa”.

Scambio di cortesie, insomma. A tutto vantaggio del pdl brindisino che, con l’ingresso di Scianaro, ha riconquistato una poltrona in assise. In attesa della decisione, definitiva, del consiglio di Stato.