Autoriciclaggio in Svizzera? Buonerba non parla ma chiede il dissequestro di 1.900.000 euro

Buonerba resta in silenzio davanti ai giudici elvetici, che lo accusano di autoriciclaggio per i due milioni e 800mila euro sui conti svizzeri. Intanto l'ex cosulente chiede al riesame il dissequestro del milione e 900mila euro sequestrato nel processo su via brenta.

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LECCE- Neanche una parola davanti ai magistrati elvetici. Il professor Massimo Buonerba, ex consulente giuridico dell’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone è rimasto in silenzio dinanzi al procuratore di Lugano Pierluigi Pasi, nel corso dell’interrogatorio per rogatoria che si è svolto in presenza del giudice delle indagini preliminari Antonia Martalò.
Un interrogatorio molto lungo, che si è tenuto secondo le norme previste dalla legge svizzera. Ogni singola operazione sospetta effettuata sui conti elvetici del professore è stata contestata dal magistrato. L’accusa mossa nei suoi confronti dalla Procura lugana è quella di autoriciclaggio. E nei conti finiti sotto sigilli, dando il via anche alle indagini salentine su Buonerba, ci sono circa 2 milioni e 800mila euro.

L’inchiesta condotta in Svizzera nei suoi confronti è in dirittura d’arrivo, così come si attende a breve anche a Lecce l’avviso di conclusione delle indagini preliminari del fascicolo sul filobus.

Uno spiraglio di luce per Buonerba, assistito dall’avvocato Sabrina Conte, si apre invece per i circa 2 milioni di euro finiti sotto sigilli nell’ambito della prima inchiesta che lo ha visto indagato, quella sui palazzi di via brenta. Il processo è arrivato a conclusione ed il giudice Stefano Sernia ha riqualificato la presunta truffa contestata dal Procuratore aggiunto Antonio De Donno in peculato. Per questo, secondo la difesa di Buonerba, il grosso sequestro dovrebbe venir meno.

I sigilli furono apposti oltre tre anni fa per equivalente sulla stessa cifra pagata dal comune alla finanziaria milanese Selmabippiemme per il contratto di leasing dei palazzi. Sotto sequestro finì anche il patrimonio da 3 milioni e 400mila euro di Pietro Guagnano, legale rappresentante della società costruttrice dei palazzi, la Socoge. Anche il costruttore salentino si è rivolto al riesame e a breve sarà fissata l’udienza per la discussione. La decisione dei giudici delle libertà è attesa nei prossimi giorni.