Tavolo “ipotesi di riassetto territoriale”: è tutto pronto

Nuovo incontro al ministero dello sviluppo economico per lo studio dell’ipotesi di riordino territoriale dell’Italia: predisposto il Disegno di Legge Costituzionale, messa a punto la relazione di accompagnamento al DDL, e definita la Mappa della nuova Italia.

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ROMA– Il tavolo ministeriale per la riforma degli assetti territoriali procede spedito come un treno: nel nuovo incontro è stato predisposto il Disegno di Legge Costituzionale, messa a punto la relazione di accompagnamento al DDL e definita la Mappa della nuova Italia. Quando le province saranno abolite con una riforma costituzionale, tutto sarà pronto per l’ulteriore passaggio. 

All’incontro presso il ministero degli Affari regionali hanno preso parte, oltre ai due promotori del tavolo (il sottosegretario Walter Ferrazza e il consigliere Paolo Pagliaro) anche Sergio Conti, presidente della Società Geografica Italiana, Gerardo Meridio, coordinatore nazionale del Mir, ed autorevoli costituzionalisti, amministrativisti, urbanisti ed economisti.

“Il disegno prevede degli Enti regionali a statuto speciale, che godranno quindi di una particolare e sostanziale autonomia- spiega il sottosegretario Ferrazza – L’obiettivo perseguito rende con questo progetto tutte le nuove Regioni Enti autonomi e a statuto speciale, con potestà esclusive. L’incontro di oggi -conclude il sottosegretario- ha definito un progetto oggettivamente sostenibile che definisce i criteri geo-economici utili per ridisegnare gli assetti istituzionali del Paese, e che presenterò personalmente al Ministro Del Rio evidenziandone il valore e il contributo di quanti vi hanno creduto e contribuito “.

Al tavolo è presente il noto amministrativista, il professore Pierluigi Portaluri, che sta dando un importante contributo tecnico giuridico all’elaborazione della riforma di riordino territoriale dello Stato.

“In uno scenario in cui le province non ci saranno più, con 20 regioni e 8 mila comuni in campo, sarà inevitabile modificare un assetto che altrimenti non reggerebbe – chiarisce il professore- perché i comuni, senza enti intermedi, dovrebbero relazionarsi con amministrazioni troppo lontane e, per regioni come la Puglia, sarebbe impossibile poter dialogare con tutti i territori. Ecco perché – continua il professore – per evitare una sostanziale in gestibilità, si dovrà aumentare il numero delle regioni”.

Portaluri, però, chiarisce che per avere un sistema efficiente e delle Regioni con una migliore capacità di azione “sarebbe molto importante trasferire la competenza di determinate funzioni, che oggi gestisce lo Stato”. Il professore fa l’esempio della materia ambientale: “Oggi è materia esclusiva dello Stato, ma domani potremo attribuite il potere di legiferare su questa materia alle Regioni, solo per esercitarle in senso migliorativo, cioè senza diminuire il potere di tutela che già era stato sancito dalle precedenti leggi statali”. Questo tipo di organizzazione, secondo il professore, limiterebbe il contenzioso tra lo Stato e le Regioni, facendo risparmiare tempo e denaro.