I Riva puntano al rientro di 57 milioni

Scontro tra la famiglia Riva e la Procura di Taranto. Riva Acciaio rivuole indietro i 57 milioni di euro sequestrati dalla guardia di finanza nell’ambito della confisca per equivalente sino alla somma complessiva di 8 miliardi e 100 milioni di euro

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TARANTO- È scontro tra la famiglia Riva e la Procura di Taranto. Riva Acciaio rivuole indietro i 57 milioni di euro sequestrati dalla guardia di finanza nell’ambito della confisca per equivalente sino alla somma complessiva di 8 miliardi e 100 milioni di euro firmato a maggio dal gip Patrizia Todisco, nel tentativo di mettere le mani sul profitto che la famiglia Riva negli anni avrebbe illecitamente accumulato non ammodernando lo stabilimento siderurgico di Taranto e i suoi impianti che sono fonte di malattia e morte.

Riva Acciaio chiede che quei soldi li vengano restituiti per effettuare i pagamenti ordinari, a partire dagli stipendi dei 1400 dipendenti, e per proseguire la normale attività. E così, in attesa che sul sequestro si esprima la Cassazione la societàsi è rivolta al custode e amministratore giudiziario Mario Tagarelli che a sua volta ha girato il quesito al gip Patrizia Todisco. La risposta è arrivata l’altra sera: “Il sequestro – ha scritto il giudice – non preclude l’uso dei beni sequestrati”