Piano coste, polemiche dei comuni. Portaluri: “Accelerazione necessaria”

I comuni sono al lavoro sul piano Costiero per evitare il commissariamento regionale. A Lecce lavori a buon punto: saranno nominati due esperti, ma ci sono tante difficoltà. Il professore Portaluri. “Si è perso molto tempo"

Professor Pierluigi Portaluri

LECCE- E’ cominciata la corsa dei comuni costieri marittimi per consegnare nei tempi stabiliti la pianificazione costiera. Ieri Porto Cesareo, oggi Lecce, non nascondono le difficoltà di carattere tecnico amministrativo, che rischiano di dilatare troppo i tempi.

Fino ad oggi tutto è andato avanti con una certa lentezza, anche perché ci vogliono competenze e risorse per svolgere un lavoro così complesso. Il comune di Lecce è al lavoro da quasi sei mesi: oggi è terminata la ricognizione dello stato dei fatti. Nei prossimi giorni sarà dato un incarico a 2 specialisti per controllare e rifinire il lavoro: consulenze necessarie e costose. L’assessore leccese all’Urbanistica, Severo Martini, spiega che le principali difficoltà sono nella ricognizione e nell’individuazione delle zone soggette a erosione.

Inoltre, i tecnici sono a lavoro per sovrapporre le cartografie comunali con quelle regionali, per verificare gli errori materiali e segnalarli velocemente. Il piano regionale delle coste è del 2012, ma ancora molti comuni sono a zero. “La sollecitazione della Regione era necessaria”, spiega il professore Pierluigi Portaluri, che in questi giorni è al lavoro per le osservazioni sul Piano Paesaggistico da inoltrare alla Regione Puglia.

Per l’avvocato amministrativista, esperto in urbanistica, la lentezza dei comuni non è dovuta agli stravolgimenti del Piano paesaggistico, anche se identificare i cordoni dunali porta via un po’ di tempo.

Non è escluso che i comuni abbiano perso troppo tempo- chiarisce il professore – l’accelerata della Regione è necessaria per avviare un percorso virtuoso. Si pensi al rilascio delle concessioni demaniali, ossatura del turismo balneare: la Regione mette ordine, evitando che si ragioni caso per caso”. In altre parole, la pianificazione limiterebbe eventuali atteggiamenti clientelari delle amministrazioni nella concessione delle autorizzazioni.