Filanto, sì all’accordo. I sindacati: “Ricattati da tutti”

Gli operai della Filanto, in una tesa assemblea, accettano la transazione con l'azienda. Ma i sindacalisti si tolgono macigni dalle scarpe e accusano: “Ricattati dalle istituzioni, minacciati dai lavoratori”

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CASARANO– Tra concretissimi dubbi e rumorosi mugugni, l’accordo Filanto va. ma è stato un passaggio stretto e difficilissimo anche per le organizzazioni sindacali, che hanno dovuto far ingoiare ai propri iscritti e non solo una medicina amara, che comporta anche la rinuncia di una metà del salario maturato tra gennaio e luglio.
E’ vero, è “una vertenza complessa” quella della Filanto: ma quella definizione sa di medicina amara per molti cassintegrati. Che alla fine ingoieranno il nuovo accordo, ma non prima di aver sfogato l’amarezza, nell’affollatissima assemblea nel municipio di Casarano nel quale l’accordo sindacati-azienda ottiene una ratifica orientativa dai lavoratori.

La Filanto verserà i contributi previdenziali per intero e 400 euro per ciascuna mensilità pregressa. E poi ripresenterà le richieste di concordato preventivo, insieme alle richieste di cassa integrazione, già sul tavolo dell’assemblea.

Gli operai discutono, la medicina è amara, non tutti sono convinti. I toni si fanno tesi e Giuseppe Guagnano risponde a brutto muso agli iscritti che avevano minacciato di strappare la tessera sindacale.

Il riferimento è al gazebo del giorno prima, organizzato da alcuni lavoratori indipendentemente dai sindacati e col sostegno di Sel: un’iniziativa che non ha fatto piacere ai sindacalisti. Giuseppe Guagnano della Cgil polemizza con il consigliere regionale Antonio Galati, Sergio Calò ironizza sul gazebo che era contrario all’accordo voluto anche da Leo Caroli, assessore regionale dello stesso colore. E poi il sindacalista cisl parla di aut aut subiti dalle istituzioni.

Anche il clima politico si fa teso. Il sindaco di Casarano Gianni Stefano è del Pdl ma non si infila in questa polemica. piuttosto spalleggia i sindacati e sostiene l’accordo. La medicina amara va giù piano piano, soprattutto con la prospettiva degli ulteriori 12 mesi di cassa integrazione

Ovviamente di sicuro non c’è niente – e questo i sindacalisti lo dicono chiaro – ma accettare l’accordo spingerà i ministeri a concedere la cassa.

Non è acqua fresca, quest’accordo Filanto. Ma alla fine i lavoratori se lo ingoiano, anche se con un po’ d’amarezza. Molti di loro erano in municipio con i figli, anche perché le baby sitter costano. E l’amarezza non si mangia, quell’accordo – amaro ma concreto – in qualche modo sì.