Segreteria provinciale Pd, i Giovani Democratici vogliono un loro candidato

In questa fase precongressuale, mentre c'è ancora un solo nome ufficiale per la corsa alla segreteria provinciale, i giovani democratici alzano la voce: chiedono discontinuità e minacciano di scendere in campo con un loro candidato.

GIOVANI DEMOCRATICI

LECCE- Nel Pd vanno avanti le trattative sulle candidature alla segreteria provinciale. Nonostante tutti si sforzino di puntare sui contenuti, i nomi in campo sono fondamentali, perché rispecchiano gli accordi tra correnti e linee di pensiero. Le giovani leve del partito chiedono discontinuità. I ‘Giovani democratici’ rompono il ‘fronte Rampino’ minacciando di scendere in campo. Pierluigi Bianco, Luciano Marrocco e Stefano Minerva: uno di questi tre potrebbe scegliere di candidarsi per determinare una rottura con i vecchi schemi e per chiedere al partito di puntare sulle nuove generazioni. Questa decisione ha allarmato l’ala dalemiana: due giorni fa Massa e Abaterusso hanno organizzato un incontro: l’obiettivo era convincere i giovani democratici a sostenere Piconese, ma si è discusso anche dell’appoggio ai candidati nazionali. Anche su quest’ultimo tema si è scatenato un forte dibattito interno al Pd salentino. Il professore Zacheo accusa alcuni dirigenti locali di voler saltare sul carro del vincitore, non capendo che “Renzi potrebbe determinare la fine del partito, essendo un liberista che non crede alla democrazia del partito”.

C’è molta differenza, però, tra le primarie aperte su scala nazionale e quelle chiuse che si terranno in provincia: nel Salento la partita si gioca tutta sulle tessere e le candidature senza un forte sostegno di dirigenti di circoli e amministratori rischiano di non andare troppo lontano.

Il sindaco di Uggiano, unico candidato ufficiale, si è garantito il sostegno di una serie di amministratori ed ex sindaci, come Luigino Sergio e Sandra Antonica, che in caso di vittoria faranno parte della sua squadra. La posizione di Alfonso Rampino è ancora da definire: si registrano le defezioni di alcuni big, anche se ha il sostegno di Salvatore Capone. La vecchia guardia è divisa. Tra le novità c’è da registrare anche l’indiscrezione sul passo indietro di Paolo Foresio: difficile emergere per un seguace di Renzi con primarie chiuse. Tuttavia, se il sindaco di Firenze ordinerà ai suoi di candidarsi ovunque, anche nelle segreterie provinciali, si dovrà trovare un nome da sacrificare.