Ilva, Gip: “Beni sequestrati garantiscono continuità alle aziende”

È stato depositato nella tarda serata di ieri in Procura a Taranto un provvedimento del gip Todisco che chiarisce: “I beni sequestrati devono essere utilizzati per dare continuità alle aziende”

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TARANTO- Il gip di Taranto, Patrizia Todisco, spiazza con un provvedimento depositato nelle scorse ore sia il governo che il gruppo Riva. “I beni sequestrati dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sul disastro ambientale di Taranto – chiarisce il giudice per le indagini preliminari – devono essere utilizzati per dare continuità alle aziende destinatarie del provvedimento, altrimenti il senso economico stesso del sequestro sarebbe vanificato”.

Secondo il pool di magistrati guidati dal procuratore capo Franco Sebastio, “la destinazione e la gestione dei beni delle imprese sottoposti a sequestro è indicata nell’articolo 104 bis delle norme di attuazione del codice di procedura penale, nonché in una circolare ministeriale esplicativa del 20 febbraio 2009”.

L’Amministratore giudiziario, in sintesi, dovrà ora provvedere alla gestione delle società sequestrate. Ma venerdì, al rientro del premier Letta dagli Stati Uniti, il decreto Riva Acciaio, annunciato dal ministro dello sviluppo economico Zanonato, approderà in Consiglio dei Ministri. Il decreto – come anticipato, sblocca le attività produttive sotto sequestro e affida la supervisione ad un custode, a garanzia dei clienti e dei fornitori, dello Stato e dell’azienda. Questo stesso decreto è formato da cinque articoli: il primo estende il commissariamento alle società controllate o collegate all’Ilva.

Il secondo articolo prevede la nomina “fino a tre subcommissari” per le società commissariate, e la tenuta di una “contabilità speciale riguardante i beni oggetto di sequestro”. Beni che “amministrano al fine di perseguire l’esercizio delle attività d’impresa”. A loro è anche affidato il compito di redigere e approvare i bilanci di Ilva e delle sue controllate, come prevede il terzo articolo. Il quarto indica che “l’organo di nomina giudiziale consente l’utilizzo e la gestione dei beni sequestrati agli organi societari esercitando i necessari poteri di vigilanza. L’ultimo articolo prevede l’immediata entrata in vigore delle norme, ma a questo punto tutto potrebbe tornare in discussione.