Abusivismo, a Porto Cesareo arrivano le ruspe

Porto Cesareo, la procura muove le ruspe contro gli immobili abusivi: quattro demolizioni finanziate dalla regione con 73mila euro. Il giudice Cillo: reati edilizi dimezzati negli ultimi due anni

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PORTO CESAREO- Arrivano le ruspe per i fabbricati abusivi di Porto Cesareo. Almeno per quattro di essi, che verranno demoliti con i fondi finanziati dalla Regione Puglia alla Procura di Lecce. Nel mirino della Procura della Repubblica finiranno quattro abitazioni, ritenute abusive con sentenza passata in giudicata e con decreto di demolizione datato 2009.

Passati quattro anni dopo l’ultimo atto emesso dall’autorità giudiziaria, la Procura può ora scendere alle vie di fatto, con i 73mila 207 euro stanziati dalla delibera della giunta regionale numero 1508 del 2 agosto scorso, pubblicata due settimane fa sul bollettino ufficiale del 10 settembre. Una procedura lunga, ma che arriva all’esito finale. Quella della demolizione gestita dall’autorità giudiziaria è un’extrema ratio, visto che la gran parte dei proprietari si orienta ormai sulla demolizione cosiddetta spontanea, anche la pena viene sospesa quando il condannato provvede di persona.

“Quando questo non avviene è però importante intervenire per ristabilire la legalità – spiega il Procuratore Aggiunto Ennio Cillo, coordinatore del pool ambientale della Procura di Lecce – di regola sono i Comuni a finanziare le demolizioni, ma in alcuni casi le amministrazioni locali non vogliono o non possono accedere alla cassa depositi e prestiti per ottenere questi fondi”. È questo il caso di Porto Cesareo: interpellato dalla magistratura, il Comune cesarino ha comunicato di non aver assunto alcuna decisione in merito a questo compito.

A questo punto è intervenuta la Procura, che ha chiesto i fondi alla Regione, ora concessi. “Sarà un caso o sarà la crisi – aggiunge il Procuratore Aggiunto – ma sta di fatto che negli ultimi due anni, da quando le attività di contrasto sono diventate più incisive e diffuse, i reati di abusivismo edilizio sono calati complessivamente quasi della metà. Il fenomeno si è ridimensionato, forse anche grazie alle norme alle quali la procura di Lecce ha contribuito”.

Come si ricorderà sia Ennio Cillo che il Procuratore Capo Cataldo Motta furono uditi dalle commissioni consiliari della Regione Puglia impegnate a riscrivere la nuova legge sull’urbanistica. E le ruspe si stanno per muovere da Lecce verso Brindisi e Taranto: proprio nelle prossime ore un vertice nel palazzo delle toghe metterà intorno a un tavolo i magistrati delle tre procure: a Lecce è stato incubato il progetto pilota delle demolizioni a cura dell’autorità giudiziaria, che ora sta prendendo piede anche a Brindisi e Taranto.

E non a caso nella stessa delibera, la regione Puglia ha stanziato ben 80mila euro destinati al Comune di Ostuni, per demolire un immobile di tre piani a destinazione alberghiera sul mare di Villanova, che ora andrà giù, abbattuto dalle ruspe della Procura di Brindisi.