Presunte vittime promoter presentano il conto: chiesto risarcimento milionario

Al via il processo ai due promoter della mps accusati di aver truffato i clienti per un milione e 200 mila euro. Tutte le presunte vittime si sono costituite parte civile e hanno avanzato una richiesta di risarcimento danni milionaria.

tribunale

LECCE- Una richiesta di risarcimento danni milionaria è stata avanzata da tutte le presunte vittime che si sono costituite parte civile nel processo contro i due promoter della Monte Dei Paschi di Siena, accusati di aver messo su una truffa da un milione e 200 mila euro. Anna Cacciatore e Carlo Cavalera furono arrestati, nell’aprile scorso, su richiesta del sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, che ha coordinato le indagini condotte da Squadra Mobile, Guardia di finanza e Polizia stradale di Lecce.
La base operativa dei due truffatori sarebbe stato, secondo l’Accusa, l’ufficio di promozione finanziaria Mps di Casarano, gestito da Cavalera e a cui faceva riferimento la Cacciatore, promotrice finanziaria dal 2000 al 2007 e poi allontanata a causa di alcuni presunti illeciti che sarebbero venuti alla luce. Nel settembre del 2010 la donna inscenò un falso suicidio.

La sua auto fu individuata nei pressi di Cerignola. All’interno c’erano delle lettere in cui annunciava di voler togliere il disturbo e lei fu trovata in mare, al largo di Manfredonia.

Così gli investigatori passarono al setaccio la sua attività e cominciarono a ricevere denunce da parte di imprenditori che le avevano affidato i loro risparmi di una vita. Soldi poi svaniti nel nulla.

Finita sotto inchiesta, la Cacciatore, assistita dall’avvocato Francesca Conte, avrebbe continuato a mentire, parlando di un presunto giro di usura che l’avrebbe costretta ad agire, e tirando in ballo esponenti della criminalità organizzata gallipolina. Un racconto che è costato alla donna anche l’accusa di calunnia, oltre a quelle di truffa e furto aggravato, appropriazione indebita, esercizio abusivo dell’attività di promotore finanziario e usura. Cavalera, invece, assistito dall’avvocato Biagio Palumbo, è accusato di truffa aggravata, furto e appropriazione indebita.

L’udienza preliminare si è aperta nelle scorse ore davanti al giudice Cinzia Vergine che ha accettato le richieste di costituzione di parte civile avanzate, fra gli altri, dagli avvocati Elvia Belmonte e Francesco Fasano. Nella prossima udienza, il 17 dicembre, i legali citeranno la banca Mps come responsabile civile.