Contestazioni al Piano Paesaggistico, Barbanente: “E’ un Paese che non si sa innovare”

“Viviamo in un paese che non sa innovarsi”. E’ lo sfogo di Angela Barbanente, dopo aver ricevuto la notizia delle contestazioni dei dirigenti degli uffici tecnici comunali, che puntano il dito sui vizi procedurali del piano paesaggistico.

Angela Barbanente

BARI- Mentre la giunta Vendola si prepara a deliberare le correzioni del Piano paesaggistico già annunciate, si affastellano le osservazioni dei comuni e le minacce di contenziosi. C’è un nuovo appiglio su cui le amministrazioni locali potrebbero puntare per chiedere la sospensione del PPTR: si tratta della mancata trasmissione del Piano, con relativa cartografia, che ha impedito ai comuni “una valida pubblicazione ai fini della conoscenza e partecipazione dei cittadini nel procedimento delle osservazioni” e, quindi, di rispettare le procedure previste. Un primo documento ufficiale di osservazioni, in cui l’Unione Nazionale dei Dirigenti degli enti Locali chiede specifiche modifiche, è stato già inviato, all’assessore Barbanente e alla giunta regionale. L’Unitel, assistita dall’avvocato Pietro Quinto, ha messo in luce difetti procedurali e di contenuto del piano.

“L’omessa trasmissione degli elaborati del piano per il territorio di competenza dei singoli comuni”, rischia di diventare un vizio formale pericoloso per la tenuta del piano davanti ai giudici amministrativi: non è sufficiente, infatti, la lettera inviata dall’ente regionale. Nel documento si lamenta la mancata definizione dell’assetto organizzativo dell’osservatorio regionale per la qualità del paesaggio(previsto dalla stessa legge), con la regolamentazione della consulta regionale per il paesaggio e del centro di documentazione con una rappresentanza delle province pugliesi.

Dal punto di vista contenutistico, invece, si contesta l’estensione delle norme di salvaguardia agli “ulteriori contesti”, con il conseguente blocco dell’attività edilizia e di procedimenti già avviati. Altro punto di contestazione è quello che rimette in discussione l’efficacia dei “territori costruiti”nei comuni salentini, già approvati in seguito al silenzio assenso della Regione: sottoporre queste aree a un accertamento di compatibilità paesaggistica, dopo che in base alla vecchia legge erano stati approvati, creerebbe un vulnus, secondo quinto, per l’incertezza che ne deriverebbe nei procedimenti amministrativi. In Commissione ambiente, e nella prossima riunione di giunta, anche questi aspetti saranno approfonditi.

“Una volta tolta la salvaguardia ai contesti ulteriori, tutto rimane quasi invariato, perché resterebbero in piedi tutti gli altri vincoli”, spiega l’avvocato Pierluigi Portaluri. “La disponibilità dell’assessore Barbanente credo che sia stata presa dopo aver verificato che gran parte di questi contesti sono già vincolati da norme esistenti: quindi il quadro cambierebbe poco”.

Per quanto riguarda, invece i territori costruiti, prima potevano essere identificati dal comune e approvati, decorso un certo periodo di tempo, senza che ci fosse stata una risposta della regione: una norma rischiosa, secondo gli ambientalisti, che questo piano supera”.

Intanto, Angela Barbanente spiega di non preoccuparsi dei presunti vizi procedurali. “Noi abbiamo approvato una delibera di giunta in formato elettronico: abbiamo dato dei cd anche all’Anci. Tutto questo è consentito dalla legge: questo è un paese che non riesce ad innovare nulla”, conclude l’assessore alla Qualità del Territorio.