SS 275, richiesti i rimborsi agli espropriandi. E’ polemica

Nuove aspre polemiche sulla 275. arrivano le richieste di rimborso delle spese processuali per 13 espropriandi. Il comitato no 275: “Hanno atteso ora per intimidirci”. Sticchi Damiani: “Lo abbiamo fatto per cortesia”

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MAGLIE- Più dei soldi, pesa la polemica. Al vetriolo. Arrivano le richieste di rimborso delle spese processuali per tredici proprietari dei terreni interessati agli espropri per il passaggio della 275. Sono coloro che hanno presentato i ricorsi prima al Tar e poi al Consiglio di Stato per chiedere di bloccare il maxicantiere da 288 milioni di euro. Nel giugno dello scorso anno, i giudici d’appello hanno rigettato la richiesta di sospensiva, motivando questa decisione con  il requisito della mancata urgenza, in quanto l’opera non era immediatamente cantierabile.

Lo hanno fatto, disponendo, però, contestualmente, che le spese processuali della società chiamata in causa e che ha progettato le 4 corsie, la Prosal dell’ing. Angelo Sticchi Damiani, fossero a carico dei ricorrenti. Le lettere per le richieste di rimborso, dopo 15 mesi,  sono state recapitate in questi giorni. E apriti cielo. Nelle scorse ore, i tredici espropriandi, tutti cittadini di Tricase, Alessano e Corsano, hanno tenuto un incontro con il loro avvocato di riferimento, Luigi Paccione.

“Pagheremo, senza problemi. Se la causa dovesse andar bene per noi, chiederemo la restituzione di quelle somme. Ma il punto non è questo. È la tempistica”. A parlare è Vito Lisi, esponente del comitato No 275. Per lui il nodo non è la cifra, circa 1400 euro, poco più di 100 euro a testa. Ma il fatto che “quei soldi non siano mai stati chiesti in un anno e mezzo. Ora sì. E guarda caso- incalza Lisi- proprio a ridosso della discussione di merito del Consiglio di Stato. È un atto di intimidazione nei nostri confronti. Ed è anche un sintomo di debolezza della Prosal, perché è evidente che è nell’imbroglio”.

La battaglia finale sulle quattro corsie da Maglie a San Dana si terrà il 12 novembre, a Roma. È lì che verranno discussi, nel merito, i dubbi sollevati dagli ambientalisti e dagli espropriandi. Sono quelli relativi all’affidamento dell’incarico di progettazione dell’opera, ritenuta strategica e di interesse nazionale.

“La Prosal non poteva riceverlo, tra l’altro senza gara pubblica- è la tesi dei ricorrenti- perchè non ha abilitazioni di legge in materia di studi geologici, archeologici, paesaggistici, naturalistici, contravvenendo così a tutta la normativa comunitaria”.

È alla luce di questo che la polemica sui rimborsi diventa ancora più aspra. A gettare acqua sul fuoco è il legale della Prosal, Ernesto Sticchi Damiani: “Non aver chiesto subito  quelle somme è solo un gesto di cortesia- dice-. L’eventuale restituzione comunque sarà decisa dal giudice d’appello che si pronuncerà anche in merito alle spese del primo grado di giudizio. Se dovesse scattare la compensazione,  restituiremo tutto. E non devono dircelo loro”. Alla fine, è da Prosal che arriva la sorpresa: “Non ci paghino i rimborsi, non ce n’è bisogno- aggiunge Sticchi Damiani-. Almeno fino alla decisione del Consiglio di Stato. Poi si vedrà”. Come dire, faremo i conti alla fine.