Ilva e lavoro, corsa contro il tempo. Confindustria al Governo: “Fare al più presto”

Confindustria Taranto raccoglie le paure degli imprenditori dell' indotto Ilva. Il presidente Cesareo: “risolvere la questione pagamenti e il governo faccia la più presto ”

operaio Ilva

TARANTO- Dalle aziende dell’indotto Ilva arrivano segnali di forte preoccupazione per un eventuale blocco dei pagamenti. Confindustria Taranto spinge il Governo a far presto per garantire la ripresa della produzione e auspica un provvedimento che metta davvero fine ad un braccio di ferro senza precedenti, scrive l’Ente.

Intanto i cattivi segnali che giungono dal sistema creditizio aprono un altro fronte di discussione: salvo cambiamenti di rotta da parte delle banche, Confindustria convocherà a breve i direttori degli istituti di credito per un confronto a tutto campo sulle criticità denunciate dalle imprese. Ma c’è apprensione da parte degli imprenditori dell’indotto Ilva per la tenuta ed il futuro delle proprie aziende.

Nel corso di un incontro convocato dal Presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo e dal Presidente della sezione metalmeccanica Pietro Lacaita, sono emersi i chiari sintomi del clima di grande tensione che la vicenda Ilva, con i suoi ultimi sviluppi, sta determinando.

Due gli aspetti emersi. Il primo: la situazione dei pagamenti ai fornitori del centro siderurgico risulta ancora essere sotto controllo; il secondo, già in atto da diversi mesi, riguarda invece le restrizioni del credito, sempre più evidenti alla luce di una palese mancanza di fiducia delle banche nei confronti del sistema dell’indotto Ilva.

Non è più concepibile che ad ogni provvedimento dei giudici consegua una legge straordinaria – scrive Confindustria – non è più ammissibile che il futuro del sistema siderurgico, fondamentale per l’economia italiana, sia legato al filo sottilissimo delle carte bollate. Il ministro allo sviluppo economico Zanonato presenta venerdì in consiglio dei ministri una norma per affidare al custode giudiziario beni e liquidità.

«Tempi stretti, non possiamo aspettare la magistratura»,  ha detto Zanonato e “non si tratta di esproprio”