Piano Paesaggistico, nuove aperture dell’assessore Barbanente

Ci sono ancora alcuni punti di criticità da rimuovere dal Piano Paesaggistico regionale: in mattinata, l’assessore Barbanente si è impegnata a intervenire, ma ha ribadito il no alla sospensione. Domani partono le audizioni in commissione ambiente della Regione puglia, alla presenza di associazioni e istituzioni.

Angela Barbanente

BARI- Il Piano paesaggistico, definito operazione culturale, perché rappresenta una svolta a difesa dell’ambiente, continua ad alimentare confronti tecnico giuridici e polemiche politiche.

I tre incontri di Foggia, Bari e Lecce hanno messo in evidenza alcuni punti di criticità su cui l’assessore Barbanente promette di intervenire al più presto. Ancora una volta, dai microfoni di Telerama, l’assessore alla Qualità del Territorio annuncia di avere intenzione di eliminare il comma 2 dell’articolo 105, quello che estende agli “ulteriori contesti” le norme di salvaguardia previste dalla legge Urbani.

Questa estensione provoca incertezza e, per evitare una pioggia di ricorsi, la giunta Vendola la abrogherà. C’è da risolvere anche il guaio degli errori materiali, dovuti a una cartografia inesatta: vengono identificati dei pascoli dentro la città di Lecce e poi si lascia il parco Rudiae senza vincoli.

Gli errori di questo tipo e quelli di perimetrazione non possono essere corretti da un tecnico, perché nessuno si prenderebbe la responsabilità giuridica di non attenersi alle carte. L’avvocato Quinto ripete l’esempio già fatto in assemblea: “Come si fa a capire se su una determinata zona sorge un bosco: se ci sono pochi alberi siamo in presenza di un bosco? Questo non può stabilirlo il responsabile dell’ufficio tecnico di un comune”.

Gli operatori del settore hanno bisogno di certezze: Angela Barbanente ha promesso di intervenire. L’assessore ha chiarito in queste ore che non si muoverà solo con i faq (domande ricorrenti a cui l’amministrazione dà risposte: si tratta di un modo ordinario di dare chiarimenti), ma anche con circolari interpretative che la giunta approverà. Dopo le polemiche di scatenate nell’incontro leccese, l’assessore all’Urbanistica della Regione Puglia si è impegnata anche ad affrontare con solerzia il problema dei “territori costruiti”: la legge prevedeva che una volta deliberati dai comuni la Regione, se non avesse dato parere negativo nei successivi 60 giorni, non avrebbe più potuto intervenire, ma con il Piano paesaggistico le cose cambiano.

Paolo Perrone accoglie con soddisfazione le nuove aperture dell’assessore, anche se non sarà concessa nessuna sospensione.
Nessuna risposta invece sulla deroga criticata dagli ambientalisti del Forum ambiente e salute di Lecce: l’articolo 95 prevede una deroga per le opere pubbliche o di pubblica utilità, cioè meno vincoli per permettere di costruire velocemente queste opere, “purché esse risultino compatibili agli obiettivi  di qualità (art. 37)  e non abbiano alternative!”. Si tratta di un articolo che gli ambientalisti vorrebbero abrogare per evitare che si inneschino “meccanismi derogatori che potrebbero portare a edificazioni e colate di cemento pericolose per il già martoriato territorio salentino”.

Intanto, nelle prossime ore partiranno le audizioni in Regione, in Commissione ambiente, alla presenza di associazioni e istituzioni, mentre l’Ance Lecce venerdì presenterà le sue osservazioni, avallate dai pareri tecnico – giuridici.