Inchiesta farmacie, quelli strani contatti Rampino- Della Corte

Inchiesta nuove farmacie a Francavilla, a dicembre 17 imputati davanti al gup. E nel fascicolo della procura, i contati telefonici tra Rampino e della Coerte prima e dopo l'approvazione della delibera incriminata.

Farmacia

FRANCAVILLA- Nuove farmacie a Francavilla Fontana, in attesa dell’udienza preliminare dei 17 imputati, tutti davanti al Gup il prossimo 12 dicembre, emergono nuovi particolari sull’inchiesta che ha trascinato, una sorta di effetto domino, il presidente dell’ordine dei farmacisti di Brindisi Gabriele Rampino, l’ex sindaco di Francavilla Fontana Vincenzo Della Corte, due dirigenti degli uffici Comunali e i 13 consiglieri comunali che, nell’aprile del 2012, votarono favorevolmente alla delibera di giunta con cui si indicavano le aree destinate ad ospitare, secondo quanto previsto dalla normativa entrata in vigore, due nuove farmacie. 

L’amministrazione di centrodestra, avvallata dalle relazioni degli uffici, scelse più o meno senza remore. Sì a via Oria e zona Ospedale. No, invece, alla zona 167, quartiere popolare e più popoloso.

Secondo la Procura, ma anche secondo le forze di opposizione, la scelta fu dettata dallo stesso Rampino, titolare di una farmacia a ridosso della 167 e quindi soggetto favorito, e poi avvallata in primis dall’ex primo cittadino.

Ed è proprio il rapporto tra i due professionisti al centro del fascicolo di inchiesta aperto dal pubblico ministero Valeria Farina Valaori. Tra i due, non risulterebbe alcuna intercettazione. Piuttosto, tabulati alla mano, gli inquirenti hanno la certezza che le due utenze telefoniche in uso ai due medici, farmacista Rampino e anestesista Della Corte, abbiano avuto diversi contatti telefonici pochi minuti prima dell’approvazione del provvedimenti e pochi minuti dopo.

Ma che ci fosse una sorta di accordo resta, invece, tutto da dimostrare. Così come da dimostrare è il coinvolgimento degli uffici Comunali.

L’accusa a carico di Rampino e Pietro Incalza, all’epoca dirigente dell’ufficio tecnico settore urbanistica del Comune di Francavilla, è di falsità ideologica in concorso. Per tutti gli altri, invece, è di abuso d’ufficio. Risulterebbe essere decaduta, invece, l’accusa di corruzione a carico di Della Corte. Ai consiglieri, tra cui nomi eccellenti come il coordinatore provinciale del Pdl Luigi Vitali, il segretario cittadino Michele Iaia, il senatore Pietro Iurlaro e il candidato sindaco alle primarie Antonio Sgura, la pubblica accusa contesta l’aver votato il provvedimento con “sviamento dei poteri loro attribuiti nell’esercizio delle rispettive funzioni” .

Secondo la Procura, insomma, non c’erano motivi validi per preferire via Oria alla 167. Anzi. Una tesi che, però, è stata parzialmente smentita sotto il profilo amministrativo. I giudici del Tar di Lecce, esaminando il ricorso presentato da due farmacisti della città degli Imperiali a loro dire danneggiati dalla delibera adottata dal Consiglio, ha dato ragione al Comune.

In particolare, se i ricorrenti lamentavano il vizio istruttorio e motivazionale perché la localizzazione prescelta dal Comune non avrebbe tenuto adeguatamente conto delle necessità dell’utenza e, quindi, non avrebbe garantito l’equa distribuzione e l’accessibilità del servizio farmaceutico anche ai residenti nelle zone scarsamente abitate, per i giudici amministrativi, quanto deliberato da giunta e consiglio fu assolutamente legittimo. Nello specifico “il Comune non ha completamente tralasciato di considerare il dato demografico nell’effettuare la propria scelta, sebbene ne abbia tenuto conto in termini non strettamente numerici”, facendo invece riferimento anche all’espansione urbanistica della città.

Una sentenza convincente, se è vero che i ricorrenti non hanno poi presentato appello al Consiglio di Stato. Sotto il profilo penale, tutta un’altra storia. Se ne riparlerà il prossimo dicembre, quando la querelle “nuove farmacie” sfocerà in processo o, piuttosto, sarà archiviata. Al netto delle diverse posizioni assunte dagli imputati.