Ilva, De Vincenti rassicura: “Bondi ha confermato, passi in avanti per l’Aia”

“Ilva è messa su una buona strada”. Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico De Vincenti, dopo l’incontro a Palazzo Chigi con il commissario Bondi. Ma l’azienda blocca i pagamenti ai fornitori

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TARANTO– “Il commissario Bondi ci ha illustrato i passi avanti fatti, innanzitutto sulla tenuta produttiva e finanziaria dell’ilva, che è stata rimessa in linea di navigazione: questo è essenziale per la realizzazione stessa dell’Aia”. Lo ha spiegato il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, dopo l’incontro a Palazzo Chigi al quale hanno partecipato il commissario Ilva Enrico Bondi, il ministro dell’ambiente Andrea Orlando e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni-Griffi. De Vincenti ha poi spiegato: “Ci sono stati riferiti i passi avanti che si sono fatti nell’applicazione dell’Aia.

Inoltre – ha aggiunto il sottosegretario – Ilva sta per presentare un piano industriale che consentirà di finanziare e realizzare gli investimenti di risanamento ambientale”. Secondo De Vincenti, quindi, “Ilva è messa su una buona strada”. Ma le ultime mosse dell’azienda non sembrano confermare questo ottimismo. In una nota inviata ai fornitori, infatti, i Riva fanno sapere che “allo stato non siamo nostro malgrado nelle oggettive condizioni di provvedere ad alcun pagamento, non potendo disporre di alcuna somma liquida”.

“Ne discende – prosegue la nota – che sono destinati a rimanere sospesi anche i pagamenti in vostro favore”. Ma non è tutto. Nell’Ilva affidata al commissario Enrico Bondi non ci sarà più spazio per il circolo aziendale “Vaccarella”. Dal primo gennaio salterà l’accordo in base al quale Ilva eroga alla fondazione “Vivere Solidale”, gestita dai sindacalisti delle federazioni metalmeccaniche, 400mila euro per le attività della “Vaccarella” a favore dei dipendenti del siderurugico e dei loro figli. Sindacati metalmeccanici e Ilva si incontreranno nelle prossime ore per trovare una soluzione. La gestione del circolo è stata contestata e segnalata anche alla Magistratura in quanto ritenuta una “zona opaca” di quello che è stato definito il “sistema Ilva”.