Boe intelligenti, un naufragio costato 540mila euro

Sono costate oltre mezzo milione di euro e sono naufragate prima di entrare in funzione. Le boe intelligenti che Italgest ha piazzato a Otranto continuano ad essere un pericolo. Dal comune la diffida: “Rimuovetele subito!”

boa otranto

OTRANTO- Si contano sulle dita di una mano. Almeno quelle che si vedono, grazie ai gavitelli che ancora reggono alle mareggiate. Sono le “boe intelligenti”. Sott’acqua, rimangono le altre, che non fungono più da segnalamento marittimo, perchè hanno perso la “testa”, ma di queste rimane ancora il corpo, composto da jumper e tassello che le aggancia al fondale. Dovevano essere l’innovazione in quanto a diportistica, qui , nel cuore di un paesaggio mozzafiato da proteggere, la baia delle Orte, a Otranto. Dall’alto la vista toglie ancora di più il fiato, nonostante i resti dell’incendio che non ha perdonato, a luglio. Nel 2008, il progetto era stato pensato soprattutto per tutelare il fondale di questo scrigno.

Niente più ancore a strappare la preziosa Poseidonia, di fronte, tra l’altro, al parco regionale Otranto- Leuca. Il sistema, già sperimentato con successo nel 2005 alle Cinque Terre, avrebbe consentito la fruizione sostenibile di quest’area, insomma. Avrebbeboa2 dovuto funzionare così: l’utente avrebbe prenotato il gavitello telematico via internet o telefonicamente. Arrivato al campo boe, avrebbe inserito il pass ricevuto, dotato di codice e microchip, nella cima dell’ormeggio e questo avrebbe consentito il riconoscimento del cliente tramite un centro operativo. Tutte belle parole. Nel frattempo, le boe sono naufragate, come l’intero piano.

Il progetto Seapass è stato finanziato tramite il programma comunitario Interreg Italia- Grecia, per una spesa totale di circa 900mila euro. 540mila euro sono stati previsti per Otranto, 340mila euro per Patrasso. Soldi totalmente pubblici.  A partorire l’idea Italgest Mare, che ha brevettato il congegno.

Avrebbe dovuto sviluppare la sezione elettronica con Siemens e il portale con Webred. Ma il collaudo del campo boe non è mai avvenuto, tanto meno la manutenzione è mai stata effettuata dalla società, motivo per cui è ancora in vigore l’ordinanza della Capitaneria di Porto di Otranto, che ne ha dichiarato la pericolosità per la navigazione, oltre che per la balneazione, con il vincolo di non utilizzare le boe per l’ormeggio, pena la multa.

Ed è anche per questo che proprio ieri è partita dal municipio di Otranto la lettera indirizzata alla società, che fa capo ai De Masi, per chiedere di provvedere alla rimozione dei congegni e al ripristino dello status quo ante. Dal prossimo anno, infatti, il Comune non ha intenzione di rinnovare la concessione demaniale annuale sullo specchio acqueo. Entro dicembre, dunque, Italgest Mare dovrà provvedere alla messa in sicurezza della zona. Altrimenti, dovrà farlo il Comune, rivalendosi poi sulla società, che ai vari solleciti, però, finora, non ha mai risposto.