Porto, al vaglio del Comitato bilancio e segretario generale

Si terrà domani l'atteso comitato portuale di Brindisi, chiamato ad approvare il bilancio, con un ritardo di quattro mesi, e la nomina del segretario generale. In pole, ancora il leccese Casilli.

casilli

BRINDISI- Ore di tensione, con mare agitato, sull’autorità portuale di Brindisi, alla vigilia del comitato convocato e chiamato a discutere di due questioni altamente rilevanti. Una, di natura prettamente amministrativa. L’altra, non ce ne voglia nessuno, anche e soprattutto politica.

In un clima reso infuocato dal colpo di teatro del Pdl, mandante dell’elezione di Hercules Haralmbides a presidente dell’authority ma protagonista di una clamorosa marcia indietro con tanto di richiesta di dimissioni e ammissioni di colpa, si parlerà, innanzitutto, di Bilancio consuntivo 2012, da approvare a tutti i costi visto l’incredibile ritardo già accumulato. I termini, scadevano il 30 aprile scorso. Un nuovo rinvio non è contemplato. Piuttosto, una bocciatura del documento provocherebbe la decadenza del professore Ellenico.

Per questo, si paventa la possibilità che il punto possa essere anticipato dall’elezione del nuovo segretario generale dell’ente.
In pole position, l’ex parlamentare e attuale dirigente del Pd Cosimo Casilli, Lecce e farmacista. Suo malgrado messo al centro di una vera e propria guerra, anche fratricida, in cui sono coinvolte istituzioni e politica.

Casilli, indicato da Haralambides ma non sgradito, sembrerebbe, neppure a Consales, sembrerebbe però privo di un requisito fondamentale, ovvero  la comprovata qualificazione professionale nel settore disciplinato dalla presente legge”. Nella fattispecie, la portualità.  Considerando la posizione sub judice dello stesso Haralambides, con l’elezione di Casilli, al netto di un eventuale ricorso al Tar, i membri del comitato si prenderebbero una bella responsabilità.

Di aspiranti segretari, compreso il mai domo Guadagnuolo, primo nome indicato dal greco ma respinto con forza dai membri del comitato, ce ne sono parecchi. Tra pro e contro tipici della politica, bipartisan e di interessi su una carcassa, quella del porto, destinata prima o poi ad essere completamente spolpata.