E’ scontro tra “Riva acciaio” e Procura di Taranto: “Sequestro impedisce uso”

Botta e risposta tra il gruppo Riva e la procura di Taranto sull’interpretazione dell'ordinanza di sequestro che ha portato allo stop delle attività in 7 stabilimenti e 1.400 esuberi

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TARANTO- Il sequestro da parte del Gip di Taranto “sottrae alla disponibilità di Riva Acciaio tutti i beni, senza disporre alcuna facoltà d’uso a beneficio dell’azienda”. E’ la risposta di Riva Acciaio alla nota di sabato della procura di Taranto. “Il sequestro preventivo penale – puntualizza il gruppo Riva – impedisce all’azienda ogni utilizzo dei beni”. I magistrati avevano chiarito che il provvedimento di sequestro “non prevede alcun divieto di uso dei beni aziendali” e che il custode giudiziario “è autorizzato ex lege a gestire eventuali necessità di ordine finanziario”.

Per Riva Acciaio non è così: “Tali dichiarazioni – scrivono – non trovano purtroppo riscontro nel provvedimento del GIP di Taranto”.

La società ha già informato proprio il Custode Giudiziario dei beni sequestrati, per avvertirlo delle conseguenze operative del sequestro sull’azienda. Ma al momento, fa sapere l’azienda, non sono pervenuti riscontri “scritti né verbali”. Intanto l’atteso incontro tra il ministro dello sviluppo economico Zanonato e il presidente Ilva Ferrante si terrà nella tarda serata: si va verso il commissariamento.