Duplice omicidio Greco-Marino, arrestati i complici: erano presenti all’agguato

Si aggrava la posizione di Occhineri e Cippone, sino a questo momento ritenuti complici marginali nel duplice omicidio di Campi Salentina. Erano presenti durante l'agguato.

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CAMPI SALENTINA- Sembrava avessero avuto un ruolo marginale, che avessero solo aiutato Mino Perrino, 38enne di Campi Salentina autore del duplice omicidio di Campi, ad occultare i cadaveri di Luca Greco e Massimiliano Marino. E invece Franz Occhineri e Francesco Cippone hanno avuto nella vicenda un ruolo ben diverso: sono ritenuti anche loro esecutori materiali dell’omicidio.

Uno scenario diverso che si è configurato a poco a poco agli occhi degli inquirenti, i carabinieri del nucleo investigativo di Lecce al comando del capitano Biagio Marro che dal giorno dell’arresto e del rinvenimento dei due cadaveri nella cisterna non hanno abbandonato le indagini.

E nelle scorse ore la svolta e un nuovo arresto per Occhineri e Cippone, questa volta con l’accusa di Cap Biagio Marroomicidio in concorso.

Nella villa tra Campi e San Donaci dove è avvenuta l’esecuzione ci sono arrivati insieme e insieme se ne sono andati dopo aver nascosto i cadaveri, successivamente traslati nella cisterna. Del resto le stesse modalità dell’omicidio, 4 colpi di pistola e 16 coltellate, lasciavano pochi dubbi sul fatto che ad agire fosse stata più di una persona.

Mino Perrino non ha fatto tutto da solo chiedendo poi l’intervento degli amici per nascondere i cadaveri. Ma il delitto, premeditato e organizzato, è stato il frutto di più mani.

Ad incastrarli sofisticate indagini tecniche , interrogatori serrati, intercettazioni ambientali e analisi dei tabulati telefonici.

Per la prima volta è stato analizzato il tracciato del sistema satellitare Gps installato nell’auto di Occhineri. Ha segnato un itinerario ben preciso che coincide perfettamente con l’analisi dei tabulati telefonici e con i rilievi delle cosiddette “anomalie nel traffico”. Tre telefoni muti per due ore, tutti contemporaneamente.

I tre, secondo gli inquirenti coordinati dal procuratore Antonio De Donno, sono stati insieme dall’inizio alla fine e insieme hanno ucciso. La loro posizione ora cambia notevolmente passando dall’accusa di soppressione di cadavere e favoreggiamento a quella di omicidio in concorso.

campiInsieme avrebbero attirato le vittime in quella villa isolata dove Perrino lavorava come custode e insieme hanno ucciso. Poi hanno escogitato un complicato sistema di complicità per crearsi un alibi.

I tre presunti assassini hanno in mano i cellulari delle vittime. Da uno di questi, dopo l’omicidio, viene inviato un sms ad una donna che gli investigatori intercettano. La destinataria finirà sul registro degli indagati. Un depistaggio bello e buono di cui ci rendo conto solo successivamente.

Fondamentali anche le intercettazioni dei colloqui in carcere tra Luigi Tasco, amico dei 3 arrestato per favoreggiamento e la moglie: “quello che hanno combinato” dice, “quello che hanno fatto”, parlando sempre al plurale, tradendosi e lasciando intendere che gli autori dell’omicidio fossero più di uno.

Forse solo ora il cerchio intorno al sanguinoso duplice omicidio di Campi sembra essersi davvero chiuso. Le armi del delitto sono state ritrovate, ed è chiaro anche il movente: i pesanti apprezzamenti nei confronti della moglie di Perrino. Questo rimane confermato.

 

Mariella Costantini

 

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