Tumori raddoppiati a Brindisi, De Biasi: “La Regione indaghi”

Tumori in aumento per oltre il 100% in provincia di Brindisi nell’ultimo decennio secondo Brindisi Bene Comune. E il consigliere regionale De Biasi mette sull’attenti la regione. “Dati allarmanti. Si indaghi in tempi brevi”

tumori

BRINDISI– Aumento di patologie tumorali a Brindisi, la Regione corra ai ripari. È questo l’appello lanciato dal consigliere regionale della Puglia Prima Di Tutto Francesco De Biasi che, alla luce dell’incremento di tumori in provincia di Brindisi denunciato da Brindisi Bene Comune,mette sullo stesso piano il territorio ionico con quello adriatico.

“Brindisi come Taranto – scrive De Biasi in una nota –  ovvero con un’alta percentuale di patologie tumorali per i residenti, e per questo bisognerebbe correre subito ai ripari, garantendo alla popolazione la giusta attenzione nella risposta sanitaria”. Secondo il consigliere “I dati diffusi dall’associazione ‘Brindisi Bene Comune’ non soltanto devono indurre ad una seria riflessione, ma manifestano una gravità che non può essere liquidata senza un approfondimento. Se è vero che il numero di coloro con convivono con un tumore in provincia di Brindisi è più che raddoppiato nel decennio 1998-2008, con un incremento del 118%, l’Assessorato regionale alla Salute ha il preciso dovere di intervenire per fare chiarezza. Tanto più che non sembrano essere disponibili i dati relativi al 2012 e 2013”.

Per il carovignese, la strada è quella indicata da associazioni ambientaliste come PeaceLink a Taranto.

“C’è un sistema rapido ed attendibile – scrive il presidente della Puglia prima di tutto – per una verifica immediata, che è quello di conteggiare i cosiddetti codici 048, che è il numero che individua l’esenzione del ticket per malattie tumorali. Siamo decisamente dalla parte di quei cittadini di Brindisi che chiedono un’indagine epidemiologica sulla situazione delle malattie tumorali nel loro territorio anche perché la Regione ha il dovere di dare risposte e di correre ai ripari.”.

Quel che serve, insomma, sono i dati, i numeri. Quelli delle malattie, della mortalità e dei ricoveri. Numeri da ottenere in tempi stretti e a costi contenuti.