Ilva, il Governo convoca i vertici: “Fate un passo indietro sui licenziamenti”

Nelle prossime ore il Ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, incontra il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante: “Pronti a prendere provvedimenti straordinari”

protesta operai ILVA

TARANTO- Non è affatto piaciuta al ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, la mossa dei vertici del gruppo Riva di dichiarare 1.400 esuberi dopo il maxi sequestro deciso dalla Procura di Taranto.

Per questo motivo Zanonato incontrerà nelle prossime ore il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante per chiedere, senza mezzi termini, di fare marcia indietro sui licenziamenti annunciati in ben sette stabilimenti italiani. Il Governo, secondo indiscrezioni, è pronto a prendere provvedimenti straordinari di eccezionale durezza nei confronti dell’Ilva: il commissariamento e la nazionalizzazione.

Ed è subito arrivata anche la reazione del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: “Millecinquecento posti che si perdono nel Paese sono un altro colpo drammatico per 1.500 famiglie. Credo che ci voglia un po’ di buonsenso per discutere e trovare delle soluzioni in maniera equilibrata”.

Duro anche il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini: “Un atto di drammatizzazione inaccettabile perché scarica sui dipendenti responsabilità non loro”. Landini chiede al governo di commissariare “come previsto dal decreto Ilva” tutte le società controllate dal gruppo, comprese Riva Acciai e Riva Fire, per garantire l’occupazione e la continuità produttiva.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ha dichiarato: “A fronte di un ulteriore sequestro i Riva annunciano l’ennesima rappresaglia”. Secondo Ferrero esiste solo una possibilità: “Lo Stato proceda all’esproprio di tutte le aziende e le proprietà dei Riva”. Per il segretario nazionale Fim Cisl, Marco Bentivogli ”siamo di fronte a un ennesimo epilogo inaccettabile” e poi aggiunge: “Diffidiamo l’azienda ad avviare la messa libertà dei lavoratori e la invitiamo a ricorrere immediatamente all’utilizzo degli ammortizzatori sociali”. E la protesta dei lavoratori è già scattata.