Enipower rinuncia a investire su Taranto

Dal primo ottobre Enipower cederà alla raffineria di Taranto il proprio sito produttivo.

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TARANTO- Enipower rinuncia a investire su Taranto. Dal primo ottobre la società, secondo produttore di energia elettrica in Italia, cederà alla raffineria di Taranto il proprio sito produttivo. L’atto di scissione parziale della centrale termoelettrica a favore di Eni, depositato da tempo presso il Registro delle imprese di Milano e Roma, è l’ultimo della storia di Enipower nella città ionica. La decisione è frutto della mancata conclusione del lungo iter autorizzativo avviato nel marzo 2007, con la presentazione del progetto per la realizzazione di una nuova centrale a ciclo combinato da 240 MW alimentata a gas naturale e poi ridimensionato – per le forti opposizioni territoriali – a circa 100 MW a fine 2011, ma tuttora in attesa di autorizzazione.

Del resto, Enipower lo aveva detto a chiare lettere più volte in questi anni – «Non siamo obbligati a fare la centrale» – invitando le amministrazioni locali a vedere il progetto come un’opportunità. «Ma se la città – avevano ribadito i vertici della società – non lo percepisce come un investimento positivo sia in termini ambientali sia economici, ritireremo senza alcun dubbio il progetto». E così è stato. Enipower, dopo aver rinunciato al primo progetto, a ottobre uscirà di scena.