Scarlino, si accelera sui controlli per riaprire l’azienda

Proseguono i controlli alla Scarlino: gli impianti a norma potrebbero essere dissequestrati e la produzione ripartire. Intanto si aggrava la posizione dell'amministratore unico attilio scarlino, finito ieri ai domiciliari

taurisano

TAURISANO– E’ corsa contro il tempo per l’eventuale dissequestro del salumificio Scarlino di Taurisano. La Procura toglierà i sigilli solo agli impianti che saranno trovati in regola. Solo così la produzione potrà ripartire, facendo tornare al lavoro i 130 operai dell’azienda e gli altrettanti dell’indotto, fermi da 10 giorni, da quando, in un terribile incidente, ha perso la vita il loro collega Mario Orlando. Premono le commesse e gli accordi che l’azienda ha preso con società di livello internazionale. Per questo, l’ingegnere Cosimo Prontera con il dottore Achille Abate dello Spesal, si sono recati in fabbrica nella primissima mattinata, per uscirne nel pomeriggio.

L’esito dei minuziosi rilievi, condotti su ogni singolo macchinario, è stato riferito al pm Carmen Ruggiero, che deciderà poi se concedere la facoltà d’uso degli impianti, auspicata anche da confindustria per una “conclusione rapida al fine di consentire la ripresa dell’attività produttiva e garantire il lavoro a quanti operano nell’azienda e nell’indotto”.

Intanto si aggrava la posizione dell’amministratore unico Attilio Scarlino, finito ai domiciliari con le accuse di rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e di morte come conseguenza del primo reato. Secondo le indagini, in azienda sarebbero stati violati i sigilli per installare un grosso cancello metallico di sicurezza all’ingresso della insaccatrice, posta proprio nelle vicinanze dell’impastatrice in cui ha perso la vita l’operaio. 

L’indagato, assistito dagli avvocati Andrea Sambati e Gabriella Mastrolia, sarà interrogato nelle prossime ore dal gip.