Regionali, Perrone scalpita e Fitto s’infastidisce

Aria di incertezza politica a Palazzo Carafa. Molti assicurano che il governo cittadino non completerà l'intera consiliatura, si inizia a ragionare per il futuro.

Sindaco Perrone

BARI- Un comune che non ha risorse da investire è un ente che viene declassato a mera gestione amministrativa. Lecce come tanti altri centri italiani vive, vuoi per la crisi, vuoi per i consistenti tagli che il governo centrale ha adoperato, nello stallo. Insomma solo rogne e poca soddisfazione, per questo chi può, oggi, si guarda attorno e programma la scalata personale. Nel centrodestra la vera partita si chiama Regione e forte degli ultimi risultati elettorali, specie al Senato, preme per un voto anticipato. Ma le aspirazioni dei singoli, capita, possano incontrare le frizioni di chi, guardando oltre lo steccato, valuta invece gli scenari nazionali, come ad esempio il plenipotenziario del Pdl in Puglia, Raffaele Fitto. Lui infatti starebbe pianificando la sua ascesa politica a livello nazionale, con cautela e ponderando bene tutte le scelte. Ma sul territorio c’è chi non vorrebbe aspettare tanto e, diversamente, preme l’acceleratore, forte della sua notorietà.

Paolo Perrone sa bene di essere fra i nomi più accreditati alla candidatura della presidenza della Regione Puglia. Giovane, con un bagaglio di esperienza di tutto rispetto e soprattutto fra i primi cittadini più conosciuti, almeno in Regione. D’altra parte però c’è Francesco Schittulli, presidente della provincia di Bari, della Lilt e oggi con un super incarico all’interno del Ministero della Salute, si ritaglia anch’egli la propria visibilità. Lui non sarebbe propenso alle primarie, sicuro del fatto che questa volta spetti ad un barese la candidatura, come ha ribadito recentemente Luigi Vitali.

Nel mezzo però c’è Raffaele Fitto sulla quale testa non potrà passare la scelta del prossimo asso da giocare. Un effetto domino che a Lecce risveglia le ambizioni di chi gioca per la successione a Palazzo Carafa, anche se si andasse a voto anticipato. Una scelta che passerà, con molta probabilità, dalle primarie.