Gasdotto, il tracciato è ufficiale. Tap: “Presenteremo osservazioni al PPR”

Tap ha presentato il nuovo studio di impatto ambientale relativo al gasdotto di san foca. Ufficiale il tracciato. Restano i nodi. “Presenteremo opposizioni al Piano Paesaggistico regionale”, dicono dalla multinazionale

percorso gasdotto TAP

BARI-  La data era già segnata, l’ufficialità è arrivata e con questa anche la conferma dei dubbi e dei nodi più volte discussi. Con l’aggiunta di uno nuovo: la coerenza con il  Piano Paesaggistico della Regione Puglia. Tap ha consegnato lo Studio di Impatto Ambientale e Sociale (Esia) al Ministero dell’Ambiente. È il documento che sostituisce completamente quello presentato il 15marzo 2012 e che, quindi, spazza via le incertezze sul tracciato che attraverserà il gasdotto, una volta approdato a San Foca e per i 9 km nell’entroterra. L’aggiornamento dello Studio, dopo la proroga richiesta a fine 2012, conferma, in realtà, le anticipazioni già note.

La prima riguarda lo spostamento del punto di approdo a San Foca a 400m più a sud rispetto a quello originariamente previsto e che ora ricade tra il Lido San Basilio e il Chicalinda. Litorale e pineta retrostante saranno bypassati attraverso un microtunnel interrato per  620m.

La seconda anticipazione confermata è relativa allo spostamento del terminale di ricezione, ampio 12 ettari, dall’area prossima al centro abitato di Acquarica alla campagna, in agro di Melendugno. La prima opzione è stata scartata soprattutto perché, come confermato in conferenza stampa da Tap, ricade nella fascia di 8 km entro la costa tutelata dal Ministero dei Beni culturali, il cui parere negativo sarebbe potuto essere superato soltanto con una decisione del Consiglio dei Ministri.

L’alternativa, tuttavia, porta con sé dei dubbi: l’area è vicina alla Masseria del Capitano, non distante dal Dolmen Placa, in un contesto rurale delicato. Quanto andrà a intersecare qui e in tutto il suo percorso con il nuovo Piano paesaggistico adottato dalla Regione Puglia e in fase di discussione è il nuovo interrogativo che si solleva. E la multinazionale ha già annunciato di essere pronta a presentare osservazioni.

Parla di trasparenza e di rispetto totale delle procedure Tap, cita i “metodi nordici”, ma le rassicurazioni possono non bastare affatto, visti anche i precedenti.

Certo, ora la palla passa in mano alla Regione. In sede di conferenza dei servizi solo il suo no potrebbe mandare a monte il progetto, almeno a San Foca. È anche in vista di questo che ora si apre la nuova fase cruciale, quella delle osservazioni da presentare in forma scritta al Ministero dell’Ambiente. Entro 60 giorni.