Accorpamento tribunali: amministratori in protesta e nuove iniziative parlamentari

Mentre la data del 13 settembre si avvicina, continuano le proteste e i ricorsi al tar degli amministratori locali. A Ginosa un corteo contro la chiusura della sede giudiziaria. In Parlamento nuove iniziative per convincere il governo a concedere la proroga.

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LECCE- Nonostante le critiche, lo sciopero annunciato dagli avvocati e i cortei di protesta degli amministratori locali, il ministro Annamaria Cancellieri non farà alcun passo indietro sull’accorpamento dei tribunali: lo ha dichiarato domenica in un’intervista al Corriere della Sera. Affermazioni che mandano su tutte le furie i parlamentari che con una mozione e due ordini del giorno hanno chiesto una proroga. “Il ministro dovrebbe rispettare il Parlamento”, afferma Rocco Palese, deputato del Pdl, che poi annuncia nuove iniziative parlamentari, studiate insieme al leader Raffaele Fitto, per bloccare la chiusura delle sedi giudiziarie distaccate, che in alcuni casi potrebbero determinare la paralisi della giustizia.

Intanto i ricorsi al Tar vanno avanti, come anche le proteste: a Ginosa tanti amministratori locali in corteo, pronti alle barricate per difendere le sedi periferiche. “In ambienti ristrettissimi e inadeguati stiamo provando a reggere, in questa difficile fase”, spiega il presidente Anm, Roberto Tanisi. Il calendario delle udienze è già fissato e continuano i trasferimenti di faldoni: gli operatori della giustizia si adeguano al cambiamento.

L’approccio di giudici e magistrati alla riforma, in realtà, è più ottimista. Tanisi ha spiegato in diverse occasioni che l’accorpamento è necessario e che non vede di buon occhio il ricorso di alcune amministrazioni locali: “Se il 18 dovessero dare ragione a Casarano, ci sarebbero una serie di pronunce a cascata che sterilizzerebbero la legge”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Corte d’Appello di Lecce, Mario Buffa, che più volte ha dichiarato pubblicamente che i ricorsi alimentano l’atteggiamento di attesa che ha prodotto solo ritardi e guai, a Lecce e a Taranto.

Il 13 settembre scatterà la chiusura delle sedi distaccate: 7 sedi a Lecce(anche se Nardò e Maglie resteranno aperte per smaltire il vecchio lavoro e Casarano potrebbe seguire la loro sorte), 4 sedi a Taranto(Martina, Manduria, Grottaglie e Ginosa) e 4 a Brindisi (Fasano, Ostuni, Francavilla e Mesagne).