Morto nell’impastatrice: domani un summit in Procura

L'operaio morto nell'impastatrice in azienda a Taurisano: domani mattina, in Procura a Lecce ci sarà un summit per fare il punto sulle indagini e sui sopralluoghi di tecnici e Spesal.

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TAURISANO Potrebbe essere rimasto agganciato alle pale dopo aver dato al collega Mario De Icco, indagato per omicidio colposo, l’indicazione di azionare la macchina. Così sarebbe morto Mario Orlando, operaio del salumificio Scarlino di Taurisano.  Questa è un’altra delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, dopo il sopralluogo tecnico effettuato ieri  in azienda dall’ingegner Cosimo Prontera, il consulente nominato dai sostituti procuratori Carmen Ruggiero e Paola Guglielmi, che lo hanno incaricato di accertare l’adozione delle necessarie misure di sicurezza nell’azienda e dell’impastatrice in cui ha perso la vita a 53 anni Orlando. Insieme all’ingegnere incaricato dalla procura, sono intervenuti quelli per conto della famiglia della vittima e per conto degli indagati, insieme agli uomini dello spesal.

Domani mattina l’esito degli ultimi accertamenti sarà oggetto di un summit in Procura.

Nel registro degli indagati sono finiti anche Attilio Scarlino, amministratore unico dell’azienda; il fratello Antonio, responsabile della sicurezza; ed il capo- reparto Luigi De Paola. Nei loro confronti sono state ipotizzate le accuse di rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e di morte come conseguenza del primo reato.

L’impianto è sotto sequestro e, per poter agevolare il lavoro dei periti, gli agenti del commissariato di Taurisano, diretti dal dr. Salvatore Federico, hanno tolto i sigilli per poi rimetterli una volta concluso il sopralluogo. la relazione, che sarà trasmessa agli uffici competenti. Domani si deciderà anche l’eventuale dissequestro degli impianti. Potrebbe essere concessa la facoltà d’uso delle macchine -tranne ovviamente quella dell’incidente-, per garantire la produzione, eventualmente sotto la supervisione dello Spesal.