Regionali, spunta il nome di Stefano in quota Sel

Il flirt politico fra Vendola e Renzi potrebbe tradursi in Puglia nell'appoggio alla candidatura di Dario Stefano alla Presidenza della Regione. Lui starebbe lavorando a questo, ma si rischia di creare malcontento nel Pd

Dario Stefàno - Nichi Vendola

BARI– Sul piatto della bilancia delle trattative per la corsa alla Presidenza della Regione Puglia, spunta Dario Stefano, Presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere che deciderà la sorte di Silvio Berlusconi in Parlamento fra pochi giorni.

Il lavoro del senatore salentino, eletto fra le fila di Sel, piacerebbe non solo al governatore Nichi Vendola ma anche ad una parte del Partito Democratico che segue da vicino il percorso di Stefano, sin da quando era assessore alle politiche agricole in Regione. Oggi più che mai sono in diversi, sia nel Pd che in Sel, a puntare sulla figura di Dario Stefano come il candidato alla Presidenza della Regione Puglia. E non sarebbe pura formalità politica nemmeno l’apprezzamento del Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, al lavoro del senatore salentino, ma anzi, un segnale ben chiaro ai democratici di casa nostra. Il feeling ritrovato, dopo i veleni delle primarie per la premiership, fra Vendola e Renzi potrebbe tradursi in Puglia, in una cordata pro Stèfano. Unico, per il momento, nome forte fra Sel e la neofita area Renziana.

Certo, ci sarebbero dei conti interni al Pd da risolvere, come per esempio quello con Michele Emiliano. Non è un mistero l’ambizione del Sindaco di Bari esplicitata, forse troppo presto, in occasione della nascita del suo movimento “Emiliano per la Puglia”. Per questo al Presidente del Pd gli si potrebbe proporre una candidatura in Europa, il prossimo anno.

Certo questa mossa non acquieterebbe  tutti gli animi nel Partito Democratico, come quello, ad esempio, di Guglielmo Minervini, pronto a scaldare i motori. La soluzione, anche in questo caso, arriverebbe proprio dalle primarie di coalizione. Un’occasione che potrebbe allettare anche Emiliano e non solo. Fabiano Amati e la sua voglia di riscatto all’interno del partito. Ma anche la scalata del Segretario regionale dei democratici, Sergio Blasi.

Nel centrodestra la scelta sarà difficile, perché il rischio è di scontentare molte persone. In campo c’è Francesco  Schittulli, Presidente nazionale della Lilt e Presidente della Provincia di Bari. Del resto dopo le candidature di Fitto e Palese, adesso toccherebbe ad un politico di Bari. Tuttavia nel partito di Berlusconi sono in molti a non essere dello stesso avviso. Poi, c’è anche chi avverte che il presidente della Lilt dovrà candidarsi a sindaco di Bari e, quindi, potrebbe perdere il treno delle regionali.

Ma non è da escludere l’ipotesi della discesa in campo col centrodestra di Desiree Digeronimo, ex pm della Procura di Bari nota per aver voluto indagare su Nichi Vendola nell’inchiesta sulla sanità in Puglia. Da non trascurare, sul versante leccese, la squadra di Paolo Perrone. Il primo cittadino premerebbe per una candidatura a governatore.

Il sindaco avrebbe già manifestato la sua intenzione di scendere in campo, ma ancora una volta, come nel caso della sua ricandidatura a sindaco di Lecce, qualcuno si sarebbe messo di traverso. La mancanza di fiducia dei vertici potrebbe essere sconfitta con le primarie, com’è avvenuto per Lecce, ma Schittulli ha già fatto sapere che lui non crede a  questo tipo di consultazioni, “perché sono un bluff”.

Nel centro, invece, sembrano tutti assorti nel passaggio al Ppe, in cui dovrebbero confluire Udc, componenti di Scelta civica e tante associazioni e movimenti. In campo ci sarebbe il nome di Massimo Ferrarese, molto attivo su tutto il territorio regionale. Non è escluso che i centristi porgano la mano al centrodestra chiedendo di unirsi nel sostegno all’ex presidente della provincia di Brindisi. Ipotesi e trattative destinate ad andare avanti ancora per molto tempo, in attesa che arrivi una schiarita sulle alleanze e sugli scenari nazionali.