Ilva, manette per i 5 funzionari del “governo ombra”

Quattro in carcere ed uno ai domiciliari, sono stati arrestati dalla finanza i 5 funzionari esterni all'Ilva ma che operavano in diverse aree del siderurgico, secondo l'accusa manovrati dai Riva.

ILVA

TARANTO- Cinque gli arresti eseguiti dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, tra Genova-Verona-Brescia-Varese e Taranto, nei confronti dei funzionari del cosiddetto “governo ombra” interno all’Ilva. Quattro sono le persone finite in carcere: Agostino PASTORINO, responsabile dell’area ghisa e  degli investimenti in tutte le aree dello stabilimento ILVA; Giovanni  REBAIOLI , responsabile dell’area Parco Materie Prime ed Area Impianti Marittimi , Alfredo CERIANI che era abbinato alle acciaierie di Taranto con mansioni di assistente alla Direzione. Ed ancora, unico arresto nel tarantino, a Martina Franca, in carcere è finito anche il responsabile alle Manutenzioni Meccaniche Acciaieria Encrico BESSONE. Agli arresti domiciliari invece, Lanfranco Legnani, considerato il “Direttore ombra” dello Stabilimento ILVA. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Taranto Patrizia Todisco.

In riferimento ai 5 si parla di ‘struttura ombra’ della famiglia Riva, proprio perchè agiva all’interno dell’Ilva in base alle direttive della proprietà pur non essendo inquadrata nell’organigramma dell’azienda.

Il nuovo filone d’inchiesta sullo stabilimento tarantino è nato da un approfondimento dell’ inchiesta madre, quella che ha portato l’estate scorsa al sequestro degli impianti dell’area a caldo e all’arresto di alcuni appartenenti alla famiglia Riva. Analizzando le intercettazioni telefoniche, gli investigatori hanno scoperto, appunto, che all’interno dell’Ilva operavano quei funzionari esterni all’ Ilva, ma collegabili all’azienda in quanto dipendenti di Riva Fire o consulenti esterni. Questa governance parallela, secondo la procura di Taranto e le Fiamme Gialle, aveva responsabilità e potere decisonale all interno di  alcune aree, in base alla direttive della proprietà.

Ai cinque arrestati sono contestati reati contro la pubblica incolumità in relazione al testo unico ambientale. Dunque risponderanno anche loro di disastro ambientale. Quella della scoperta del cosiddetto governo occulto è stata la motivazione data lo scorso luglio, dal tribunale del Riesame di Taranto in merito alla decisione di rigettare i ricorsi di Riva Fire e Riva Forni Elettrici contro il sequestro di beni per 8  miliardi e cento milioni di euro, disposto dal gip Todisco.