Morto nell’impastatrice, in Procura la relazione dello Spesal sul cancelletto

Procedono le indagini sulla morte dell'operaio della Scarlino, Mario Orlando. Ieri pomeriggio i funerali, oggi in procura la relazione dello Spesal sul cancelletto dell'impastatrice in cui è rimasta schiacciata la vittima.

taurisano

TAURISANO– E’ appena arrivata in Procura la relazione dello Spesal con la descrizione e i rilievi fotografici del cancelletto metallico dell’impastatrice in cui venerdì scorso è rimasto schiacciato l’operaio 53enne Mario Orlando. 

Si tratta di un meccanismo di sicurezza che, se aperto, è in grado di bloccare l’enorme macchinario. Qualcuno da tempo lo ha rimosso. La sua assenza è costata le accuse di rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e di morte come conseguenza del primo reato, ipotizzate nei confronti di Attilio Scarlino, amministratore unico dell’azienda; del fratello Antonio, responsabile della sicurezza; e di Luigi De Paola, capo- reparto.

Nella relazione, redatta dal dottor Attilio Abate, dello Spesal, non ci sono le valutazioni che spetterà all’ingegner Cosimo Prontera fare. E’ lui il consulente che dovrà valutare il rispetto delle norme sulle misure di sicurezza in azienda.

Intanto un quarto nome è finito nel registro degli indagati. Si tratta dell’operaio Mario De Icco, 53 anni, accusato di omicidio colposo, sulla scorta delle dichiarazioni rese da un collega. Sarebbe stato lui ad azionare l’impastatrice in cui ha perso la vita Orlando.