Il Tar congela la chiusura del Tribunale di Casarano, concessa la sospensiva

Il Tar di Lecce ha concesso la sospensiva: congelata la chiusura del tribunale di Casarano. Intanto, vanno avanti gli altri ricorsi contro decreto del ministero della Giustizia, che aveva disposto il mantenimento di Nardò e Maglie

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CASARANO- E’ iniziato il conto alla rovescia per l’accorpamento dei tribunali: il 13 settembre è ormai troppo vicino per sperare in soluzioni eclatanti. I ricorsi al Tar sono l’ultima spiaggia per tenere in piedi alcune sedi giudiziarie distaccate e impedire la paralisi della giustizia. La pronuncia del Tar Bari, che ha salvato Bitonto, ha riacceso le speranze. In queste ore è arrivata un’altra notizia che fa segnare un punto a favore delle amministrazioni locali: il tribunale di Casarano per il momento è salvo. Il Tar di Lecce ha concesso la sospensiva del decreto del ministero della Giustizia, che aveva disposto il mantenimento di Nardò e Maglie escludendo proprio Casarano, su ricorso della Camera forense di Casarano, presieduta dall’avv. Gianni Bellisario. Il 18 settembre prossimo si terrà la discussione in Camera di Consiglio e in quella sede fisseranno il merito, ma nel frattempo la sede giudiziaria di Casarano resterà attiva per lo smaltimento del vecchio lavoro.

Intanto il comune di Gallipoli ha dato incarico al legale Pierluigi Portaluri di avviare il ricorso nei confronti del decreto del Ministero della Giustizia dello scorso 8 agosto con cui la Città bella non è stata individuata quale sede a servizio del Tribunale di Lecce per la trattazione delle cause civili pendenti, preferendole Maglie e Nardò. La sede giudiziaria gallipolina avrebbe una posizione strategica che il ministero non ha preso in considerazione: l’amministrazione aveva dichiarato la propria disponibilità a offrire gratuitamente i locali di Piazza Ferrarese al fine di consentire la trattazione delle cause già pendenti.

Lecce, invece, si prepara ad accogliere un carico di lavoro che potrebbe essere difficilmente gestibile. Il sindaco sta portando avanti l’ultimo tentativo per convincere il ministero a dare certezze sulle cifre da corrispondere per le locazioni degli immobili giudiziari e, soprattutto, per chiedere di intervenire con l’erogazione di maggiori risorse. Paolo Perrone, ha sollecitato l’Anci a imprimere un’accelerazione delle trattative con il ministero. In commissione manutenzione proprio ieri è stata ribadita la posizione del comune di Lecce: non ci sono risorse per ampliamenti o locazioni, a meno che il ministero non metta la mano al portafoglio.

E’ ancora in piedi di fronte a Tar la battaglia tra comune e ministero per il riconoscimento delle quote arretrate delle locazioni, ma anche per sapere quante risorse saranno concesse in futuro. Il ricorso al Tar è stato discusso ieri: il ministero riconosce per ogni anno passato una quota certa, ma la nuova quota non è chiara, perché condizionata dalla disponibilità del bilancio assegnato dal ministero(che è stato decurtato).

Il comune ha chiesto per mezzo dell’avvocato Pietro Quinto certezza sulla cifra che dovrà essere corrisposta. Presto sarà sollevata una questione di legittimità costituzionale sul fatto che la legge non determina un trasferimento automatico dei fondi, mentre vengono trasferiti i servizi e la manutenzione delle strutture della giustizia, penalizzando e creando situazioni di incertezza nelle pubbliche amministrazioni.