Regionali, contrasti nel centrodestra sull’eventuale candidatura di Perrone

Le trattative e le discussioni per la corsa alla presidenza della regione sono già stata avviate, le parti politiche dibattono sui nomi. Nel centrodestra scoppia il giallo su Perrone: nel partito c’è chi osteggia la sua candidatura a governatore, ma lui non ci sta.

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BARI-  Anche se la data delle nuove elezioni regionali potrebbe essere lontana sono cominciate le trattative e le discussioni interne ai partiti per non farsi trovare impreparati all’appuntamento. La partita più difficile è quella per individuare il candidato alla presidenza della regione Puglia: come sempre ci sono tanti aspiranti, ma è necessario trovare un nome influente su tutta la Puglia. Nel centrosinistra si è aperta la trattativa tra Pd e Sel: ognuno ha messo in campo i suoi nomi, ma è chiaro che la soluzione migliore saranno le primarie. Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, è in campo già da tempo, ma tra i pretendenti ci sarebbe anche Sergio Blasi e una serie di altri nomi, come, ad esempio, Guglielmo Minervini. Il Sel, però, ha già messo in guardia gli alleati: anche se è un’ipotesi remota, Vendola potrebbe ricandidarsi. Nel caso in cui il governatore decidesse di scendere il campo le consultazioni della base salterebbero, come ha più volte spiegato Minervini, e tutti gli altri aspiranti dovrebbero farsi da parte.

In questa fase tutti cercano di negare le proprie aspirazioni per non bruciarsi. La risposta è sempre la stessa: “è prematuro parlarne, sto bene dove così”. In realtà, però, le discussioni interne ai partiti sono già in fase avanzata. Nel centrodestra, ad esempio, la scelta sarà difficile, perché il rischio è di scontentare molte persone.

In campo c’è Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lilt e presidente della provincia di Bari, un nome conosciuto che potrebbe benissimo avversare il barese Emiliano. Del resto, nelle fila del centrodestra si mormora da tempo, che dopo le candidature di Fitto e Palese, adesso tocca a un politico di Bari. Lo stesso coordinatore di Brindisi Luigi Vitali lo ha ribadito qualche tempo fa: “Tocca a un barese: Schittulli e il migliore nome”. Ma nel partito di Berlusconi sono in molti a non pensarla così. Poi, c’è anche chi avverte che il presidente della Lilt dovrà candidarsi a sindaco di Bari e, quindi, potrebbe perdere il treno delle regionali.

C’è, però, da mettere in conto che la squadra di Paolo Perrone, preme per una candidatura a governatore del primo cittadino di Lecce. Il sindaco avrebbe già manifestato la sua intenzione di scendere in campo, ma ancora una volta, come nel caso della sua ricandidatura a sindaco di Lecce, qualcuno si sarebbe messo di traverso. La mancanza di fiducia dei vertici potrebbe essere sconfitta con le primarie, com’è avvenuto per Lecce, ma Schittulli ha già fatto sapere che lui non crede a questo tipo di consultazioni, “perché sono un bluff”. Intanto, sono trapelate alcune indiscrezioni: Perrone avrebbe minacciato di far cadere la giunta nel caso gli venisse negata la possibilità di scendere in campo, almeno per le primarie. Il sindaco di Lecce, però, definisce tutte queste voci infondate e ripete che pensa a fare il sindaco.

Ad ogni modo fare nomi prima del tempo significa bruciarli: ecco perché c’è tanta prudenza. Nel centro, invece, sembrano tutti assorti nel passaggio al Ppe, in cui dovrebbero confluire Udc, componenti di Scelta civica e tante associazioni e movimenti. In campo ci sarebbe il nome di Massimo Ferrarese, molto attivo su tutto il territorio regionale. Non è escluso che i centristi porgano la mano al centrodestra chiedendo di unirsi nel sostegno all’ex presidente della provincia di Brindisi. Ipotesi e trattative destinate ad andare avanti ancora per molto tempo, in attesa che arrivi una schiarita sulle alleanze e sugli scenari nazionali.